Sicurezza
Una scatoletta con lodore umano attira gli insetti e li imprigiona
Il sudore per battere le zanzare
Marco Pomella
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ANTI ZANZARE. La scatoletta che diffonde lodore del sudore umano 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Addio spray insetticidi, addio gas abbattenti. Basta con la lotta alla zanzare spruzzando sostanze chimiche, che del tutto innocue per l'uomo e per l'ambiente non sono. Da oggi si sperimenta un nuovo sistema per cercare di combattere i fastidiosi insetti estivi. Una scatola che attira le zanzare e le "imprigiona" per sempre. Il sistema è semplice, economico e soprattutto al 100% ecologico. Si tratta di una piccola scatola bianca (simile ad un'abat jour). Al suo interno c'è un piccolo ventilatore (alimentato da una batteria o direttamente con una spina) posizionato sotto una speciale saponetta che emana un odore di acido lattico, un "profumo" del tutto simile a quello del sudore umano. Le zanzare saranno quindi attratte da questo aroma e si intrufoleranno all'interno. Da lì però non usciranno mai più, visto che dentro la scatola c'è un sacchetto di nylon di fibra finissima creato apposta per imprigionare gli insetti. Scatola a parte, la saponetta costa 25 euro e dura all'incirca tre mesi. Il progetto sperimentale porta la firma del Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli. In collaborazione con l'Asl e i Comuni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Massarosa, Montignoso (Massa) e Vecchiano (Pisa). Per ora ne sono state montate 27: cinque nei pressi dell'ospedale Unico (una proprio sulla porta girevole all'ingresso della struttura sanitaria), il resto vicino a centri per anziani o luoghi sensibili. A Montignoso è stato scelto il cinema all'aperto. «Siamo i primi in Italia a realizzare un esperimento del genere. Tra tre mesi - spiega il presidente del consorzio Fortunato Angelini - andremo a monitorare le scatoline. Se i risultati saranno quelli sperati ripeteremo e potenzieremo l'esperimento. L'idea è quella di posizionarli nei luoghi più martoriati dalle zanzare e più frequentati da turisti e residenti: ad esempio scuole e parchi». La scelta di questo sistema ecologico non è certo casuale. Da anni, infatti, il Consorzio sperimenta metodi alternativi e rispettosi della natura per contrastare il proliferare del fastidioso insetto, in particolare con tinche e pipistrelli.
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