Inceneritore, ieri incontro in Provincia
I sindaci della Versilia vogliono chiedere i danni ambientali
Donatella Francesconi
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PIETRASANTA. «I sindaci della Versilia dicono che l'inceneritore non va riaperto». Parla Ettore Neri, sindaco di Seravezza e presidente del Consorzio ambiente Versilia. L'uomo che negli ultimi due anni ha trattato con Tev a nome dei sette Comuni versiliesi usa parole forti: «Se l'impianto accusatorio è vero, allora ci troviamo di fronte ad un atteggiamento illegale e criminoso protratto nel tempo che rende impossibile proseguire il rapporto». Ieri i sindaci si sono incontrati con la Provincia. Sullo sfondo l'inceneritore che resta chiuso, sul tavolo del confronto di nuovo la tariffa. Da portare a 132 euro a tonnellate se andrà in posto l'accordo tra Ato Toscana costa e Ato Toscana centro. Accordo - spiega il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - «per raggiungere il quale ci sono tutti i presupposti». Lo scenario, però, che rende possibile raggiungere l'obiettivo - lo ammette lo stesso Neri - è quello di un impianto di Falascaia (sul quale pendono quattro inchieste) che torni in funzione nel pieno rispetto delle regole. Così da non arrivare davvero a rescindere un contratto con una sorta di effetto boomerang - questa la paura del Consorzio - per i Comuni stessi. Intanto, per il 19 luglio è fissato un altro incontro in Provincia: «Per discutere della tariffa oggi che l'impianto è chiuso, ma anche per calcolare quanto ci rimette la Versilia in termini di danno ambientale». Inevitabile chiedere a Neri, che è un sindaco del Pd, cosa accadrà rispetto al rapporto con la Regione ed al suo presidente, Rossi: «È probabile che ci si possa trovare con una posizione diversa da quella assunta da Firenze. Vorrà dire che ci impegneremo per far capire alla Regione che i problemi della Versilia in materia di inceneritore sono un po' più profondi di come appaiono visti da lontano...».
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