Il dolore
Il caso della tela di Veneziano e le proteste dei credenti scuotono il primo cittadino
«Scusate, dovevo controllare»
Luca Basile
Madonna con Hitler, il sindaco si rammarica per i manifesti
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PIETRASANTA. Il caso della Madonna con un piccolo Hitler in braccio, tela 'incriminata' di Giuseppe Veneziano, è brivido caldo in questa estate artistica: si scusa il sindaco Domenico Lombardi, dà ragione all'ira di Monsignor D'Atri l'ex primo cittadino Massimo Mallegni. Si definiscono offesi ed alzano la voce i credenti, puntualizza il curatore della mostra 'Zeitgesit' che sarà inaugurata, con il patrocinio del Comune, sabato 17 luglio a Palazzo Panichi. Lombardi. «Il manifesto affisso sulle plance cittadine con la raffigurazione della Madonna, il sottoscritto non l'ha visto preventivamente, ma questo conta poco. Mi assumo ogni responsabilità per quanto accaduto e non intendo scaricare colpe su altre persone o uffici. Se questa immagine ha recato offesa alla sensibilità religiosa delle persone, chiedo scusa: è venuto meno un passaggio istituzionale e di questo, ripeto, non posso che essere responsabile. Se avessi visto il manifesto prima della sua affissione come avrei agito? Di certo non avrei dato il via libera alla sua pubblicizzazione sui muri della città: a rappresentare la mostra poteva essere scelta un'altra opera. Diciamo che la galleria che organizza la rassegna - Gestalt, ndr - ha fatto il suo. Bene e tanti saluti - aggiunge freddamente Lombardi -. Premesso ciò ribadisco che questa mostra era stata voluta dalla precedente amministrazione comunale e che non mi è mai passato per la mente di censurarla o proibirla: un conto è non volere su piazza e strade un manifesto con disegnato la Madonna ed un piccolo Hitler a suo fianco un altro impedirne l'esposizione. La censura è segno di inciviltà: dico si, invece, al confronto. Dove sarà sabato al momento dell'inaugurazione? A celebrare un matrimonio». Mallegni. «E' vero, sono stato io a dire sì alla mostra a Palazzo Panichi di Giuseppe Veneziano, con una postilla: quella di valutare, collegialmente, i pezzi in esposizione. Una prassi che seguiamo da sempre o quasi. In sostanza mai avrei dato il via libera alla pubblicizzazione di un manifesto con la Madonna così raffigurata e di certo anche prima di esporre l'opera in questione, quanto meno ci saremmo confrontati, così come avrei aperto un dialogo con Monsignor D'Atri che ha tutte le ragioni del mondo per sentirsi, come ogni credente, offeso e arrabbiato in questo momento. Se poi Lombardi, come prassi da quando è sindaco, vuole addossare ogni responsabilità sui suoi predecessori, faccia pure: di certo il gallerista ha fatto bene il suo lavoro. Qualcun altro, e mi riferisco al sindaco-assessore alla cultura, evidentemente, no: ma del resto quella del non decidere e di accorgersi dopo dell'errore fatto, è caratteristica di questa amministrazione. Se sarò all'inaugurazione? Lavoro permettendo, certamente». Curatore mostra. «'La Madonna del Terzo Reich' rappresenta una unione degli opposti: da una parte abbiamo un personaggio sacro e dall'altro un simbolo del male per eccellenza. Quello che vuole l'artista è aprire un dibattito su una problematica che rimane ancora oggi fondamentalmente aperta: esiste un male assoluto? - si chiede il curatore della mostra Ivan Quaroni - L'opera di Veneziano non intende assolutamente sostenere il nazismo, Veneziano ha scelto di rappresentare un male relativo e più emblematico. Si tratta di una contrapposizione di principi opposti, il Bene e il Male, nella loro tragica relatività. La mostra assume un valore che non può essere trascurato o liquidato come semplice scandalo».
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