Il Tirreno

Versilia

Muoversi in bici? Un'impresa

Marzia Nocetti
<b>BICI.</b> Ciclisti in citt&agrave;
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BICI. Ciclisti in città

Il semaforo spento su via Cei rende dura la vita a chi abita a Migliarina e Terminetto

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 La novità dell'estate 2010, per chi decide di spostarsi dai quartieri Migliarina e Terminetto verso il centro a piedi o in bicicletta, utilizzando il sottopassaggio ferroviario, sta nel semaforo lampeggiante che ci si trova di fronte al momento dell'attraversamento della via Cei.  Questo accade ormai da più di un mese e si può quindi pensare a una scelta ponderata e definitiva. "Perfetta" per la stagione balneare.  Aumentano le difficoltà, insomma. Come se non fosse bastato il complesso sistema di gincane che regola l'accesso alle rampe. Sistema che, se inizialmente era stato studiato per impedire l'ingresso ai ciclomotori, ha finito con il rendere a dir poco arduo l'utilizzo a tutti gli altri.  Non è raro lo spettacolo di persone anziane e mamme con bambini piccoli nei seggiolini fermi in coda sotto il sole, in attesa del loro turno di passaggio. E quando il turno arriva, bisogna sollevare le biciclette per farle procedere nella strettoia e quasi sicuramente non si riesce ad evitare di farsi male con i pedali.  Non si pretende che in questo momento siano investite grandi cifre, sicuramente non disponibili, nella viabilità ciclabile delle periferie. Semplicemente ci sarebbe bisogno di ripristinare il semaforo (almeno nelle ore diurne) e si potrebbe ragionare sulla possibilità di sopprimere almeno una delle due gincane: assurdo doversi sfinire due volte.  Se poi si volesse esagerare, perché non verificare il rispetto della legge sulle barriere architettoniche e magari dotare di una piccola rampa i marciapiedi di pertinenza al sottopassaggio?

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