Sicurezza
Dopo il sequestro
Inceneritore, congelata l'autorizzazione
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PIETRASANTA. Commissione ambiente della Provincia riunita, ieri pomeriggio, per fare il punto sull'inceneritore del Pollino. Cominciando dal fatto che l'8 agosto scadrà il termine ultimo per ottenere l'autorizzazione all'esercizio. L'iter per il rinnovo era già stato avviato da parte dell'ente pubblico, che aveva emesso nei mesi scorsi una seconda ordinanza sostitutiva di quella rigettata dal Tar, ma il sequestro dell'impianto disposto dalla Procura di Lucca ha imposto lo stop. I tempi per sciogliere il nodo non sembrano brevi. Alla richiesta di dissequestro presentata da Tev, la Procura - è stato annunciato ieri in Provincia - ha risposto negativamente. Ed inoltre sull'impianto gravano ben quattro inchieste: quella sugli scarichi nel torrente Baccatoio, quella sui dati falsati delle emissioni di CO2, una sulla tenuta strutturale dell'inceneritore ed infine quella sulla qualità del Cdr che viene bruciato nell'impianto alle porte di Pietrasanta. Italo Viti, assessore all'ambiente commenta: «Siamo di fronte ad una situazione sinceramente delicata. Leggo i sigilli all'inceneritore, come una sconfitta di tutti perché è un intero sistema a finire sotto accusa. Quel sistema che oggi, compreso l'impianto di Pioppogatto, va rivisitato per arrivare ad una valorizzazione del rifiuto. Per quanto riguarda gli atti della Procura, ci sono arrivati nella giornata di ieri e li stiamo valutando. Di certo i comuni versiliesi hanno ben chiaro cosa intendono fare e si muoveranno in modo collegiale. Quanto sollevato dagli inquirenti, ci sembra di capire, è solo una parte di una problematica ben più ampia».
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