La manifestazione
Ancora in alto mare il passaggio al pubblico: «Non cè nemmeno il bilancio...»
«Posti di lavoro a rischio»
Luca Cinotti
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DIFFICOLTÀ. La clinica San Camillo I sindacati: non rinnovano i contratti a termine
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FORTE. Rimane in salita la strada per salvare il San Camillo e portarlo in "orbita" pubblica. Se - da una parte - Comune, Regione e Camilliani stanno studiando un'intesa soddisfacente, nella grande struttura di Vittoria Apuana proseguono i problemi per i lavoratori. «Negli ultimi tempi - spiega Marcella Malfatti, delegata sindacale per la Cgil - non sono stati rinnovati alcuni contratti a tempo determinato». Si tratta, in parte, di Oss e di infermieri. Ma anche di alcune delle dipendenti che - alcuni anni fa - erano "transitate" dalla Sodexhò, responsabile delle pulizie, alla nuova società incaricata. E non si tratta di dipendenti qualsiasi, visto che sono (anzi, erano) cinque addette alla sanificazione dell'ambiente operatorio. Una decisione presa dalla Versilia-Righi (la società che gestisce la struttura) che non è piaciuta al sindacato anche per il modo in cui è arrivata: «Ci avevano detto che non ci sarebbero stati problemi, poi hanno informato direttamente i lavoratori che il contratto non veniva rinnovato». Ma, soprattutto, è una decisione che getta più di un'ombra sul futuro della clinica. «È vero - continua Malfatti - che, per tradizione, ad agosto l'attività operatoria viene interrotta per tre settimane. Ma così non siamo nemmeno in grado di programmare il futuro». E non è una soluzione, secondo il sindacato, immaginare che sarà il personale Oss di sala a occuparsi della sanificazione. Parlavamo del futuro del San Camillo, poco sopra. Un futuro che dovrebbe essere in mano pubblica, ma intanto bisogna preoccuparsi del presente. Di una convenzione con la Regione e l'Asl rinnovata per due anni che, spiega il sindacato, «pur se ha lasciato sostanzialmente invariati i budget, di fatto richiede servizi tali che difficilmente possono essere svolti». La paura, insomma, è che se qualcosa non cambia al più presto, la nuova-vecchia convenzione porti a un lento dissanguamento del San Camillo. Il cambiamento potrebbe essere, finalmente, l'arrivo della "mano pubblica", con una Fondazione o una società, magari partecipata anche dal comune di Forte. Ma - è la paura del sindacato - per questo obiettivo i tempi sembrano ancora essere assai incerti. Il punto più delicato è quello dell'effettivo stato finanziario della struttura: una situazione difficile da verificare (l'intendimento di Regione e Comune era di procedere a una due diligence), visto che ancora non risulta depositato il bilancio d'esercizio relativo all'anno 2009.
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