Il Tirreno

Versilia

Poste, un servizio a singhiozzo

Marco Pomella
L’ufficio postale di Stiava: ieri ha funzionato per una sola ora
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L’ufficio postale di Stiava: ieri ha funzionato per una sola ora

Il sindaco Mungai: «Dieci giorni per una raccomandata del Comune»

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 MASSAROSA. «Maria, corri che ora la posta funziona. Ma sbrigati che tra un'ora chiude di nuovo».  Ore 12 e 25 di lunedì. La posta di Stiava, dopo tre giorni di black out quasi totale, riapre lo sportello. E così chi ha la fortuna di trovarlo aperto chiama di corsa amici e parenti. Chi ha la pensione da ritirare da tempo, chi deve pagare un bollettino ormai scaduto: tutti a sfruttare quell'oretta scarsa in cui i terminali finalmente funzionano.  Avere a che fare con le Poste è diventata un'impresa. In particolare a Stiava, anche se le cose non vanno meglio negli uffici di Massarosa, di Piano di Mommio o di Corsanico. Lo sa bene il sindaco, Franco Mungai, che ha annunciato di rivolgersi direttamente al Ministero delle Telecomunicazioni se Poste Italiane non risolverà il problema. «In settimana - dice il primo cittadino - dovrà venire un loro funzionario a verificare la situazione. Spero che in tempi rapidi tutto torni a funzionare nella norma».  Alle 12.25 di ieri siamo davanti l'ufficio di Stiava. Sulla porta d'ingresso c'è ancora un cartello che segnala che la posta non funziona per problemi con il terminale. Quando entriamo invece la situazione è tornata alla normalità. «Si è sbloccato tutto cinque minuti fa - ci rispondono allo sportello - e stavamo giusto per togliere il cartello: almeno per un'ora saremo operativi». Le dipendenti però non possono dirci altro: hanno l'ordine tassativo di non parlare con la stampa. Pare però che, ai consueti problemi dei vari uffici su Massarosa, se ne sia aggiunto un altro: un nuovo sistema informatico che a quanto pare non funziona come dovrebbe. Visto che problemi simili li lamentano nell'altro ufficio dove questo sistema è stato adottato in Versilia: a Forte dei Marmi.  Gli utenti, o meglio i cittadini, sono però esasperati. «A me versano la pensione in banca - ci racconta una signora - ma so di mie amiche che hanno dovuto chiedere un prestito ai figli per poter pagare le bollette visti i ritardi nei pagamenti delle pensioni». C'è chi infatti ha aspettato anche oltre una settimana. «Pago questa bolletta ormai scaduta - ci dice un signore in fila - visto che per giorni non ho potuto pagarla. Ora dovrò rimetterci la mora, e non per causa mia».  Problemi simili sono capitati anche al Comune. «Avevo mandato una raccomandata urgente per convocare una riunione - dice il sindaco - ma ci ha messo più di 10 giorni ad arrivare. Una situazione non più tollerabile».  Non sono solo i comuni cittadini a risentire dei disservizi. In fila conosciamo un dipendente della vicina banca del Credito Cooperativo. «A causa di questi continui problemi - ci racconta - gran parte della nostra corrispondenza la facciamo inviare direttamente dalla sede centrale, da Firenze. Siamo costretti a venire all'ufficio postale per i bollettini generici. Ma ci stanno creando grandi problemi: disagi, ma anche danni economici».  Inutile prendersela col personale. Per le vie di Stiava incontriamo anche il postino che consegna la posta con lo scooter. Non fa, come sembrerebbe logico, riferimento ad un ufficio postale locale, ma a quelli di Viareggio e di Lido. E ci fa capire che nonostante alcune persone in ferie e molte altre in malattia il personale non ha avuto alcun rinforzo.

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