Il Tirreno

Versilia

«Hitler e la Madonna? Vergogna»

L.B.
<b>LA PIETRA DELLO SCANDALO.</b> Il ritratto di Veneziano
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LA PIETRA DELLO SCANDALO. Il ritratto di Veneziano

Monsignor D'Atri spara a zero sulla provocatoria mostra di Veneziano. L'amministrazione: «L'ha organizzata Mallegni»

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 PIETRASANTA. «E' una vergogna. Una mostra indegna. E' una vergogna». Mettiamola così: monsignor Stefano d'Atri, proposto del Duomo San Martino, non va di fioretto nel definire la mostra di Giuseppe Veneziano, in agenda a partire da sabato 17 a palazzo Panichi.  L'immagine, su tela, di un piccolo Adolf Hitler in braccio alla Madonna, che rimbalza dai manifesti delle plance cittadine e ancora dalla cartolina d'invito al vernissage inaugurale, il prelato non riesce proprio a metabolizzarla.  «E vorrei vedere il contrario - dice - Con questa rappresentazione cosa crede di fare l'artista? Forse fare parlare di sé, immagino. Bene, ce l'ha fatta, sarà contento. La verità è che quella figura della Madonna, così rappresentata, offende la nostra sensibilità di credenti, ma anche di quelle persone che hanno vissuto eventi tremendi legati al nazismo. Certi simboli sono odiati, giustamente, dalle nostre parti. E non nascondiamoci dietro l'arte e la questione della censura. Offendere gli altri è giusto? No e allora che questo artista vada a fare certe mostre a casa sua e non in un palazzo che vede il patrocinio, addirittura, della nostra amministrazione. A me e a chi crede e professa la propria Fede, interessa poco e niente sapere chi ha deliberato a favore di questa mostra vergognosa: che sia stata la precedente amministrazione o l'attuale poco cambia, perché oggi vedo, su quel manifesto così triste per noi cristiani, il patrocinio del nostro Comune. E il fatto amareggia tutta una comunità: la gente fa bene a prendere le distanze e a fare sentire la propria voce. Il rispetto è venuto meno. Ci vuole un limite».  Prende le distanze dalla polemica, il sindaco Domenico Lombardi.  «La mostra "Zeitgeist" di Giuseppe Veneziano è stata voluta, scelta e programmata dalla precedente amministrazione, caldeggiata personalmente dall'ex sindaco Massimo Mallegni - afferma il primo cittadino - Il riscontro è evidente sulla delibera del 5 marzo 2010 in cui la mostra, oggi oggetto dello scandalo da parte del Pdl, appare proprio nel calendario degli eventi promossi a Palazzo Panichi. La fama dell'artista, le cui opere sono da sempre al centro di polemiche per il carattere fortemente provocatorio che possiedono, doveva essere ben nota alla precedente amministrazione, considerando che la mostra è un'ampia antologica che ripropone le opere più note e chiacchierate. Dunque si è trattato di una scelta ben consapevole: fa sorridere che oggi, dopo averla voluta e messa definitivamente in programma, si voglia far ricadere la responsabilità di tale scelta sull'attuale amministrazione che ha semplicemente ricevuto questo cartellone espositivo in eredità».

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