Proteste
Un duello Balducci-Perotti
Per conquistare Baglietto, ammesso al concordato
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VIAREGGIO. Il russo si è ritirato (e ti pareva...). Così in corsa per acquistare i cantieri Baglietto sono rimasti in quattro. Due cantieri nostrani, più la Siman di Spezia (costruzioni navalmeccanica) e la Bix, società Usa. Ma il duello sembra ridursi a due protagonisti della nautica locale: Overmarine di Giuseppe Balducci e Sanlorenzo di Massimo Perotti. Intanto il tribunale di Spezia ha dato il va libera al concordato preventivo per i cantieri Baglietto. Giovedi scorso - come riporta anche il quotidano di Confidustia Sole 24 ore - la sezione fallimentare del tribunale di Spezia, alla quale si era rivolto, il 22 giugno il liquidatore del gruppo Federico Galantini, ha dato il via libera alla procedura. Nel documento firmato dal presidente del tribunale di Spezia, Edoardo d'Avossa, si legge che «ritenuta la sussistenza dei presupposti per l'ammissione alla procedura (...); letta la documentazione (...) che attesta la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano; valutata la correttezza dei criteri di formazione delle classi di creditori (..); ritenuto che le dimensioni e la complessità della procedura giustifichino la nomina di due commissari giudiziali», il tribunale dichiara aperta «la procedura di concordato preventivo della Baglietto snc di Cantieri navali Baglietto srl con unico socio, nonchè dei soci illimitatamente responsabili di essa Cantieri navali Baglietto srl, gruppo Baglietto spa, Cantieri di Pisa e Speziayachting». Cioè tutte le società comprese nella procedura, alla quale viene delegato il giudice Alberto Cardino. Commissari sono nominati, invece, i commercialisti Luca Sodini e Rosanna Ghirri. Il tribunale, inoltre, fissa 15 giorni di tempo per il deposito, presso Banca Carige, di un milione di euro, «per spese di giustizia», spiega Galantini. La novità grossa è che le aziende del gruppo, onde evitare 4 procedure concorsuali diverse, sono convenute in un'unica società, che - essendo una snc - risponde illimitatamente per tutti i debiti degli altri soggetti, a partire dai Cantieri di Pisa. Il 26 ottobre sono stati convocati i creditori, per l'udienza in cui questi dovranno votare la proposta di concordato che sarà, per allora, corredata dell'offerta per l'acquisto di Baglietto. Se i creditori accetteranno il concordato, spiega il liquidatore, «l'azienda, per la quale sono previste una serie di fusioni tra le varie società (Baglietto, Cantieri di Pisa e Speziayachting), che la faranno ritornare un'unica realtà, sarà ceduta all'acquirente per un euro, più i circa 30 milioni di euro destinati al pagamento dei creditori». Secondo il piano predisposto da Galantini, i creditori della holding Baglietto verrebbero liquidato al 5%, quelli delle societa operative al 10%. Per molte aziende del comparto nautico un autentica iattura. I creditori potrebbero anche dire no al concordato e allora - scrive Il Sole 24 ore - si andrebbe al fallimento, con la discesa del valore di Baglietto da 30 a 22 milioni. Nel frattempo, ha dichiarato il commercialista sarzanese Galantini, «io proseguirò nella continuità aziendale, trattando con gli armatori che hanno fatto ordini, per arrivare alla consegna delle barche» che non sono poi molte. Ma Galantini è al lavoro anche per decidere a chi venderà il marchio e quel che resta dei settore produttivi del gruppo Baglietto. A suo tempo guidato da un manager molto noto in darsena, Gaspare Borghini. Contro il quale Baglietto ha deciso una pesante azione di responsabilità. C.B.
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