Italia
Uniti. Neri: la pazienza è finita. Bertola: la situazione è inaccettabile, Buratti: nessun allarme rifiuti
«La Procura spieghi le motivazioni»
Luca Basile
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La polizia municipale esegue lordinanza della Procura di Lucca I sindaci della Versilia: pronti ad un'azione congiunta per chiudere l'impianto
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PIETRASANTA. «Invitiamo la Procura a metterci a conoscenza dei fatti». I sigilli, posti mercoledì all'ingresso dell'inceneritore del Pollino, sono la firma in calce a decenni di inchieste, polemiche, veleni e denunce. Firma alla quale, i sindaci della Versilia - schierati ieri mattina al gran completo in municipio a Pietrasanta - chiedono, adesso, di allegare le motivazioni. «Nel rispetto dei ruoli invitiamo la Procura a metterci a conoscenza dei fatti. Vogliamo informare la nostra gente» dice Domenico Lombardi a nome degli altri primi cittadini al suo fianco: Ettore Neri (Seravezza), Luca Lunardini (Viareggio), Giampaolo Bertola (Camaiore), Umberto Buratti (Forte dei Marmi), Michele Silicani (Stazzema), Franco Mungai (Massarosa). L'inquinamento ambientale, certificato nell'ordinanza di sequestro dell'inceneritore è però «solo l'ennesimo capitolo di una storia, al negativo, infinita. Mi auguro che quella decretata dalla Procura sia la chiusura, definitiva, di questo impianto. Sia dal punto di vista della tutela ambientale che dei costi economici da sostenere, la situazione è di fatto inaccettabile» sostiene Bertola. Mentre Neri, nel doppio ruolo di sindaco e presidente del Consorzio Ambiente Versilia, rassicura la cittadinanza: «Non ci sarà nessuna emergenza rifiuti, così come non è prevista alcuna escalation delle tariffe. Il contratto in essere, in questo contesto, ci tutela: sta a Tev smaltire quanto non viene incenerito. Quindi non ci ritroveremo con i rifiuti per strada. Premesso questo la pazienza è finta: siamo pronti ad un'azione congiunta, una volta venuti a conoscenza delle motivazioni della chiusura». Azione congiunta che punti alla rescissione del contratto? «Prima sentiamo quello che ci dice la Procura - l'appuntamento è in agenda la prossima settimana -, così come abbiamo in programma, a breve, un incontro con Provincia e Regione. State pur certi che tutto quanto sarà nelle nostre possibilità, verrà fatto» replica Lombardi. Ogni anno dall'inceneritore del Pollino transitano, dopo una prima fase di selezione a Pioppogatto, 46 mila tonnellate di rifiuti destinate all'incenerimento. «In realtà la quota da incenerire è minore, visto che il contratto in essere prevede solo la presenza di rifiuti versiliesi, circa 25 mila tonnellate annue di cdr che, causa stop all'impianto, saranno indirizzate verso altri siti. Considerando il funzionamento all'inceneritore di una sola linea e la crescita della raccolta differenziata sul territorio, questa chiusura - spiega l'assessore all'ambiente Italo Viti - inciderà comunque in modo relativo. A completezza dell'informazione, ricordo che la Provincia, nello scorso mese di maggio, aveva già ordinato all'azienda a fare un'azione di bonifica del fosso Baccatoio». Provincia che, parole dell'assessore Maura Cavallaro si dichiara molto preoccupata: «I sigilli all'impianto sono la conferma di una situazione precaria che va definitivamente chiarita. Il nostro ruolo di controllo ambientale non è ad ogni modo mai venuto meno in questi anni. Chiudere a titolo definitivo l'inceneritore? Non spetta a noi». Già, la competenza è del Consorzio Ambiente Versilia. Una decisione che, alla luce dei fatti rilevati dalla Procura, potrebbe non essere così lontana dalla realtà. «Accertata la gravità della situazione, evitiamo, però, inutili allarmismi: l'inquinamento ambientale, per quanto ne sappiamo, si riferisce ad una zona ben identificata nei pressi dell'impianto - spiega Buratti -. Tutte le campionature fatte sul mare, al contrario, non presentano alcun problema».
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