Il Tirreno

Versilia

E' morto Pistoresi grande avvocato e grande doppietta

 Aronne Angelici
L’avvocato Gianluca Pistoresi morto all’età di 78 anni
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L’avvocato Gianluca Pistoresi morto all’età di 78 anni

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VIAREGGIO. Lorenzo D'Andrea, l'amico pittore, lo aveva immortalato in una armatura a guisa di un condottiero, di un Gattamelata, di un Giovanni dalle Bande nere: barba grigia, sguardo fiero, il falco sul braccio a ricordare la passione per la caccia. E in quel quadro, dietro la scrivania del suo studio di via Beato Angelico a Viareggio, Gianluca Pistoresi si era riconosciuto. Avvocato e uomo moderno, colto, ironico, molto legato alla terra, all'ambiente, alle montagne, ai boschi, al padule, alla pineta. Gianluca, capitano coraggioso, signorotto delle Terrazze, collina e villa sopra Pian di Mommio, colline amate dai Borboni e terrazzate con pazienza e intelligenza dai frati tra il 1600 e il 1700.

Gianluca Pistoresi fu Giuseppe, avvocato di fama, condottiero per D'Andrea (e anche per noi), ha perso la battaglia con la vita alle 7,30 di ieri mattina. Aveva 78 anni ed un mucchio di amici che oggi, certo, lo ricorderanno con un aneddoto e un pensiero felice, alla Peter Pan. Chi lo ricorderà avvocato brillante, chi incredibile cacciatore di beccacce e colombacci, chi insuperabile cacciatore di funghi, chi come amico generoso o padre affettuoso e presente. Chi lo ricorderà assessore alla caccia a Camaiore, in una stagione particolare della sua vita quando alla passione di sempre, la caccia, l'ambiente, aveva aggiunto la voglia di impegnarsi, insieme ad altri amici, per risolvere i problemi del territorio. Quando ancora non c'era il Parco di Migliarino San Rossore, Pistoresi, con i Nigro, i Michelotti e altri, aveva il capanno da caccia nella Pineta di Levante. Che passione quella della caccia, più che il maestro Puccini, che certo non scherzava quando passavano le folaghe, Gianluca era famoso per la caccia alla beccaccia, fatta d'imbracciata, tirando su il fucile di scatto e sparando d'istinto quasi senza mirare. La caccia era una scusa, per stare in pineta, andare in padule, fare camminate in collina o stare in paziente attesa nel capanno. Stare fuori, a contatto con la natura, in compagnia di amici, spesso con i figli e gli amici dei figli. Non per nulla era anche un cacciatore di funghi formidabile. Dei boschi della Garfagnana e dell'Abetone conosceva sentieri e radici. Le battute sul Libro Aperto con gli amici Alberto e Riccardo Gattai avevano sempre il sapore di epico. Un amore per la natura che aveva trasmesso ai suoi figli, a Nicola e Marco e persino ai nipoti Fiammetta, Furio, Lucrezia e Giovanni. Pronti a giocare tra le piane, tra i moderni vigneti e oliveti, che i loro padri hanno ripiantato sulle colline di Pian di Mommio, facendo rivivere un bell'agriturismo a Monte Oro. Di questo Gianluca era fiero. Ci si rivedeva, lui che alternava le aule del tribunale e gli uffici legali con le piane e i sentieri. Con risultati soprendenti. Come quella volta, era il 1968, quando un facoltoso imprenditore fiorentino gli regalò una Maserati nuova fiammante per i suoi preziosi servigi nell'acquisto di una tenuta dei Borboni. Gianluca, su quel bolide, trasportava spesso sacchi di grano e un giorno, narra la leggenda, sul tappetino nacque una piantina. E se qualche amico si sedeva sul sedile accanto, lui avvertiva: attento alla mia piantina.  Estroso, Gianluca Pistoresi, uno dei sei figli del commendator Giuseppe: Vincenzino (morì presto), Lisa Grazia, Liana, Miriole e poi Augusto, avvocato scomparso qualche anno fa. Il punto di riferimento era la villa Le Terrazze a Pian di Mommio, il lavoro era a Viareggio. Gianluca era un avvocato che dire brillante è poco, talvolta geniale nella conduzioni di una causa. Quando c'era di mezzo lui, di rado le liti familiari finivano in separazioni e divorzi. Aveva la capacità di andare al cuore della gente: tante coppie a Viareggio e dintorni sono ancora coppie, grazie a lui.  L'addio a Gianluca stamani alle 9,30 alla chiesa di Pian di Mommio. Alla moglie Paola, ai figli Nicola e Marco, l'abbraccio della nostra redazione.

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di Redazione web