Il Tirreno

Versilia

Inchiesta, un asse Napoli-Viareggio

Donatella Francesconi
Alberto Chiovelli
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Alberto Chiovelli

L'ombra delle mancate manutenzioni nelle carte sugli appalti Trenitalia

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 VIAREGGIO. Un filo lega l'inchiesta sugli appalti Trenitalia e quella sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Alcuni atti dell'inchiesta della Procura di Napoli sono stati trasmessi ai Pm di Lucca che indagano sulla strage di via Ponchielli. L'iniziativa è stata adottata nei mesi scorsi dai Pm di Napoli, Francesco Curcio e Henry John Woodcock, in quanto dalle indagini sarebbero emerse presunte carenze nella manutenzione di materiale ferroviario. Tali elementi, a giudizio degli inquirenti campani, potrebbero essere utili per accertare le responsabilità del disastro avvenuto a Viareggio. Indice puntato, dunque, sull'insieme dei processi manutentivi. A conferma di quanto dichiarato nell'incontro con i familiari delle vittime dal direttore dell'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria: un disastro, quello di Viareggio, che «sicuramente poteva essere evitato» secondo la valutazione dell'ingegnere Alberto Chiovelli. Che ha spiegato: «Troppo vasta la superficie su cui si è propagata la cricca... È poco credibile che un controllo ad ultrasuoni fatto bene non l'abbia messa in evidenza».  Processi manutentivi cui il Gruppo Ferrovie dello Stato non è estraneo. L'officina Cima riparazioni (Mantova) lavora per Trenitalia, all'interno del Polo logistico di San Martino di Trecate (partenza del treno) l'organo di gestione è un "ramo" di Fs Logistica, i controlli previsti sono a carico di Trenitalia.  La revisione della sala montata (l'insieme di asse più ruote) che si è poi spezzata provocando il disastro è stata invece effettuata dall'officina Jungenthal di Hannover, consociata Gatx (società statunitense con filiale austriaca dalla quale Fs logistica ha noleggiato i carri), che ha inviato il pezzo con il relativo "bollino" di avvenuta revisione alla "Cima riparazioni". Quest'ultima aveva il compito di sostituire il pezzo ricevuto.  Una sala montata arrivata per buona dalla Germania, dunque, che aveva però un difetto importante. Come riconosce la stessa relazione di indagine firmata Trenitalia: la superficie del fusello «è plausibile abbia lavorato per un tempo considerevolmente lungo con un problema tecnico» preesistente. Problema del quale nessuno si sarebbe accorto, anche a causa della "mano" o delle "mani" di vernice (è al vaglio della Procura) che potrebbero aver oscurato il danno. Infine, c'è un aspetto di questa intricata vicenda che è stato oggetto delle verifiche dell'Agenzia: quello del "puzzle" dei componenti del treno sviato. Per cui «il carrello era del 1973, la sala montata del 1974, mentre l'omologazione del prototipo del carro fatta dall'Autorità tedesca era del 2003 e l'immatricolazione del carro incidentato, conforme al prototipo omologato, era invece del 2004».

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