Il Tirreno

Versilia

Stop alla puzza coi nuovi impianti

Matteo Tuccini
Stop alla puzza coi nuovi impianti

Da metà luglio in funzione alla Morina le tecniche anti-cattivi odori

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VIAREGGIO. È l'amara compagna delle sere d'estate. Ti prende alla gola mentre sei a passeggio, arriva con forza alle finestre, ed entra nelle case come ospite sgradito. Migliarina, Terminetto, Campo d'Aviazione, Varignano: la puzza tocca tutti o quasi i quartieri. Ma da metà luglio, assicura la Sea risorse, il cattivo odore - che spesso fa capolino anche nelle prime ore del mattino - inizierà a diminuire. Merito, secondo l'azienda di smaltimento rifiuti, di una serie di miglioramenti fatti (o quasi conclusi) all'impianto per il compostaggio del verde alla Morina, ritenuto uno dei principali responsabili della puzza che ammorba l'aria di Viareggio. Soprattutto quando si alza la temperatura. Tra le novità, una barriera attorno all'area che attenuerà l'impatto pestifero dei rifiuti con lo spruzzo di una sostanza anti tanfo. Che cosa cambia. A spiegare la natura dell'investimento (circa 100mila euro di spesa) è Francesco Garruto, amministratore delegato di Sea risorse. «Gli interventi sono stati tre - dice - il primo riguarda un sistema di monitoraggio più evoluto da un punto di vista tecnologico, che misurerà i livelli di Ph, umidità e ossigeno nella zona dell'impianto e li trasmetterà a un computer, in modo da avere costantemente sotto occhio la qualità dell'aria. Il secondo è un impianto, costruito attorno al perimetro della Morina, che "smonterà" il cattivo odore».  In pratica si tratta di una rete di placche di metallo, che contengono dei panetti riempiti di una particolare sostanza: è sufficiente che ci sia anche un alito di vento per far sì che la sostanza venga spruzzata sull'area di compostaggio, indebolendo la puzza. «A differenza del comune profumo, che copre l'odore ma non lo cancella - spiega Garruto - questa sostanza ne decompone le molecole. Riducendone la potenza. Tra l'altro questa tecnica è già in funzione in alcuni impianti della zona fiorentina, con ottimi risultati».  Il terzo intervento, pensato soprattutto per l'estate, è un vero e proprio trattamento d'urto con un liquido - simile per principio attivo alla sostanza di cui sopra - sparato con un'autobotte da 6mila litri sulla superficie della Morina. Con questa pulizia, i tecnici di Sea risorse sperano di eliminare un'ulteriore fonte nauseabonda: i rimasugli dati dalle operazioni di compostaggio, che siano residui di lavorazione o materiali trascinato dai camion durante il trasporto. I "nasi" non servono. Il dottor Garruto, tra l'altro, tende a precisare che «la questione dei "nasi" elettronici, di cui si è parlato come uno strumento indispensabile, è mal posta. Mi spiego: per capire che l'aria è mefitica basta un naso umano, non ne serve uno elettronico da 25mila euro. Discorso diverso - continua Garruto - è se si vuole verificare la presenza di sostanze pericolose per l'uomo presenti nell'atmosfera. E che sono, si badi bene, inodori. Da questo punto di vista, ben venga l'utilizzo di una centralina elettronica nella zona dell'impianto».  In effetti, anche dall'Arpat il dottor Paolo Bagnoli, esperto di tossicologia industriale, sostiene che «l'aria puzzolente non deve ingannare i cittadini: è fastidiosa, ma non pericolosa per la salute». I controlli. Nel frattempo continuano i monitoraggi dei Comuni di Viareggio e Massarosa, quest'ultimo "coinvolto" nella responsabilità della puzza perché è lì che si trova l'impianto di Pioppogatto. «Stiamo lavorando - afferma l'assessore all'ambiente Pierluigi Cinquini - non solo alla Morina, ma anche a Pioppogatto dove mi risulta ci siano degli interventi ai filtri ordinati da Veolia. Questi sono i responsabili delle maleodoranze, e lì ci concentreremo».

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