Il Tirreno

Versilia

Gli ex assessori ne hanno diritto perché sono stati assolti. L’assicurazione ha pagato solo 25mila euro

Maxirimborso alla giunta Bertola

Luca Cinotti
<strong>VICESINDACO.</strong> Ermindo Tucci
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VICESINDACO. Ermindo Tucci

Oltre 200mila euro per coprire le spese legali del caso-Cappelli

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FORTE. Oltre duecentomila euro, solo in minima parte coperti dall'assicurazione. Una cifra imponente, che il Comune dovrà sborsare per rimborsare le spese legali dell'ex sindaco Roberto Bertola e da vari assessori nel processo per la nomina del comandante della municipale. Dalla vicenda giudiziaria gli ex amministratori (oltre a Bertola il vicesindaco Ermindo Tucci, gli assessori Angelo Barberi, Gabriella Bigazzi, Gabriele Monteforte, James Popper, Antonio Tonini e il dirigente Pietro Ratti) sono usciti "liberati" da ogni accusa.  Per questo ora gli esponenti dell'ex giunta hanno chiesto il rimborso delle parcelle pagate ai loro legali di fiducia. Una possibilità che è loro garantita dall'ordinamento degli enti locali, in caso di assoluzione con formula piena.  La richiesta ha creato più di un problema alle finanze del comune. Si parla, infatti, di una cifra che supera complessivamente i 200mila euro. Ed è vero che assessori e consiglieri pagano di tasca propria un'assicurazione contro questi rischi. Ma il "massimale" è (anzi, era, visto che ora si procederà a una revisione) irrisorio: a malapena 25mila euro. Negli anni, infatti, non c'era stato alcun adeguamento sensibile. Solo una conversione da lira a euro, che ha lasciato il Comune con l'obbligo di pagare oltre 175mila euro.  L'amministrazione ha anche chiesto un parere alla Corte dei conti. La quale, pur non entrando nel merito della validità della richiesta di pagamento, ha implicitamente riconosciuto la necessità del pagamento.  Di più: la magistratura contabile ha anche rivolto un appunto al comune spiegando che i «principi di sana gestione» vorrebbero che si cominciasse ad accantonare le risorse necessarie non appena si viene a conoscenza del procedimento penale contro gli amministratori.  Alla fine la giunta ha deciso di procedere con l'assestamento di bilancio, perfezionato con il voto nell'ultimo consiglio comunale il 30 giugno. I soldi sono stati ricavati grazie all'avanzo dell'esercizio precedente.  In questa maniera Bertola e i suoi assessori saranno rimborsati delle spese sostenute. Si tratta di varie decine di migliaia di euro a testa, visto che il procedimento è stato lungo e complesso, come avviene nei casi di reati che riguardano la pubblica amministrazione.  Gli otto imputati erano stati accusati dalla Procura di Lucca di abuso d'ufficio. Secondo la ricostruzione dell'accusa, infatti, avrebbero "operato" sui requisiti del bando di concorso per comandante dei vigili (con tanto di un parere arrivato da un professionista di Modena) per favorire Bruno Cappelli, ex maresciallo dei carabinieri.  Una ricostruzione che cominciò a scricchiolare pericolosamente già in primo grado. Il pm chiese la condanna solo per Bertola e Ratti, ma il giudice mandò tutti assolti.  In appello il colpo di scena: confermata l'assoluzione per sei degli otto imputati, mentre l'ex sindaco e Ratti venivano condannati rispettivamente a dieci e otto mesi di reclusione.  La parola "fine" è stata messa, a fine 2009, dalla Suprema Corte. La Cassazione, infatti, decise di annullare il dispositivo per Bertola e Ratti perché "il fatto non sussiste".  Alla fine a pagare (nel senso materiale) sarà solo il comune. Vale a dire, i cittadini.

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