Sicurezza
Salvato 15enne dall'annegamento
Matteo Tuccini
Il bagnino della piscina e un medico fuori servizio lo strappano alla morte
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VIAREGGIO. Non sentire più niente, neanche la vita che scivola via. Poi qualcuno ti prende per i capelli, e ti riporta indietro nel tuo mondo. Dalla mamma che in quel momento ti sta guardando paralizzata dal terrore, dal papà che è al lavoro e che - strani casi del destino - è un medico, ma non può fare nulla perché è lontano chilometri. Per fortuna che lì, al bordo della piscina, sono apparsi degli angeli. Ed è a loro che Ivan Poggi, 15 anni, deve la vita. Al bagnino del Principe di Piemonte, che si è accorto subito dopo il tuffo che Ivan non era riemerso, ed è andato a ripescarlo; al dottore che si trovava lì per caso, e praticandogli la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco, gli ha fatto ripartire il cuore. Ai sanitari del 118, che l'hanno intubato e l'hanno portato in ospedale. E un po' Ivan deve ringraziare anche il suo fisico da atleta: fosse stato meno robusto, forse, avrebbe ceduto le armi. Paura al Principe. Sono stati attimi di terrore, quelli vissuti al bagno del Principe, poco dopo le 14. «Minuti che sono sembrati ore», racconta Ciro, uno dei testimoni. Ma stavolta il dramma non si è consumato. Merito di qualche coincidenza e della prontezza incredibile di una serie di persone. In primis, il dottor Paolo Puccinelli, oncologo dell'ospedale Versilia: uno che dopo aver salvato un ragazzo di 15 anni si è allontanato come nulla fosse. Non prima di aver consigliato a sua figlia tredicenne di imparare le tecniche di salvataggio, «perché - le ha detto - potrebbero esserti utili». Il ragazzo, originario di Firenze, dopo aver ricevuto le prime cure nel reparto rianimazione del Versilia, è stato trasferito nel pomeriggio con l'elisoccorso Pegaso al Cto di Careggi, dove lavora il padre. Salvo complicazioni, sembra definitivamente fuori pericolo. Un tuffo, poi il panico. Sono circa le 14 quando Ivan Poggi decide di fare un bagno nella piscina dello stabilimento. L'aria bolle, e lui con l'acqua ha un rapporto speciale, così come con lo sport: è un nuotatore di livello agonistico e si diletta come podista. Il suo fisico imponente, del resto, lo dimostra. Qualcosa, però, va storto. Forse un malore, dovuto a un pasto ancora caldo nello stomaco. Oppure ha deciso di fare un po' di apnea e gli è entrata dell'acqua nei polmoni. Fatto sta che non riemerge. E il bagnino che sta per terminare il proprio turno se ne accorge. Si lancia in acqua, lo riporta in superficie facendosi aiutare dall'istruttore di nuoto. Salgono in aria le urla dei due uomini davanti a quel corpo inerte e bianchissimo: il dottor Puccinelli - che è lì per rilassarsi - le sente. E accorre. «Per noi era morto». Sono attimi infiniti. «Pensavamo che fosse morto», racconta un cliente del Principe. Il cuore di Ivan non batte, il dottor Puccinelli cerca di farlo ripartire. Nel frattempo sono arrivati la mamma del ragazzo, che osserva la scena sotto shock, e gli uomini del 118: il dottor Andrea Nicolini, responsabile del pronto intervento, con l'auto medica in appoggio dell'ambulanza della Croce Verde di Lido di Camaiore. E il cuore di Ivan riparte. A quel punto viene intubato e trasportato con l'ambulanza al Versilia, dove viene ricoverato nel reparto di rianimazione. Qualche ora più tardi, il trasferimento a Firenze. A casa, dove potrà riprendersi con calma.
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