Il Tirreno

Versilia

Case, i Russi hanno paura

<strong>CIRILLICO.</strong> Giornali in russo nelle edicole di Forte
◗
CIRILLICO. Giornali in russo nelle edicole di Forte

«Con il piano potremo ancora acquistare abitazioni?»

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE. Sono bastate poche parole del sindaco Umberto Buratti, rimbalzate da Forte a Mosca tramite un'intervista all'inglese Observer (versione domenicale del Guardian) per scatenare un'ondata di paura fra i Russi. Timorosi che il piano prima casa significhi una maggior difficoltà, per loro, nell'acquisto di case. E così, ieri mattina, è partito un putiferio di telefonate, Sms, fax ed email. Mosca, insomma chiama Forte con qualche preoccupazione, ed ad agitarsi sono stati soprattutto i tanti russi che qui hanno comprato una villa o sono in procinto di farlo.  Il motivo è semplice: costoro hanno letto sul giornale inglese una dichiarazione del sindaco che, riassunta dal giornalista britannico, parlava della gente del posto che ha tratto per prima beneficio dalla crescita dei prezzi delle case e dalla compravendita di ville nell'hinterland e si concludeva con l'affermazione: «Ecco perché ci sarà un divieto di vendere le nuove case per 20 anni».  Tutto risaputo e scritto, ma stavolta - complice anche l'universalismo dell'inglese, le intenzioni dell'amministrazione sono arrivate in Russia.  E allora vai a far capire che il divieto riguarderà solo la cinquantina di abitazioni che verranno realizzate nell'ambito del Piano Prima casa, e ovviamente saranno case che non hanno alcuna possibilità di finire in mano ai forestieri.  «Purtroppo la sintesi dell'intervista - è intervenuto Ermindo Tucci che vanta numerose amicizie tra i più qualificati frequentatori russi della città - ed un titolo dell'articolo che sembrava sottolineare la svolta comportamentale del Forte contro i turisti più ricchi, hanno creato non pochi equivoci».  Equivoci sì, ma fino a dove? La paura sottintesa di Tucci è che ci possa essere un substrato di diffidenza nei confronti di un certo tipo di turismo.  «Personalmente, così come altri professionisti che hanno frequentazioni e conoscenze tra gli ospiti russi - continua l'esponente del Pdl - sono stato subissato di chiamate, fax ed email da amici e clienti che si domandavano se davvero fosse scattato questo divieto e come. Qualcuno, infatti rammentava, anche una vecchia dichiarazione ad un altro quotidiano inglese, che lo stesso Buratti si era lasciato scappare anni fa, ben prima di fondare e ospitare il Festival russo "Maestro" a Villa Bertelli nella quale non mostrava certo le braccia aperte agli stranieri, russi in particolare».  Per questo Tucci crede che il sindaco «farebbe bene a chiarire questi concetti per rassicurare chi non ha capito a fondo il problema. Anche certe immagini - conclude Tucci - simpatiche se raccontate sotto un ombrellone, come quella dei primi russi che mescevano il Brunello con l'acqua, riportate poi a stampa da un prestigioso quotidiano d'Oltremanica suonano come imperdonabili impertinenze e leggerezze. E lo dico scevro da ogni polemica politica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa