Il dolore
«Primo, non lasciateci soli»
Roy Lepore
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Daniela Rombi e Riccardo Antonini Strage, alla festa del Pdci l'appello delle famiglie colpite
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VIAREGGIO. Si è parlato della strage di Viareggio e dell'esigenza di sicurezza lungo i binari alla Festa de La Rinascita alla Gulfa a Montramito, nel corso di un dibattito moderato da Ilaria Bonuccelli, vice caposervizio del "Tirreno" di Lucca al quale hanno preso parte rappresentanti dei comitati, sindacalisti, ferrovieri. A fare gli onori di casa l'assessore provinciale Silvano Simonetti. Che ha ribadito la scarsità di fondi a disposizione per il settore trasporti. Erano presenti, Daniela Rombi, mamma di Emanuela Menichetti una delle 32 vittime e rappresentante dell'associazione "Il mondo che vorrei", Riccardo Antonini, dell'Assemblea 29 giugno, Mario Salvadori, segretario Filt Cgil. A pochi giorni dal primo anniversario del disastro, al quale hanno preso parte circa 20mila persone, i rappresentanti dei comitati hanno richiesto tempi ristretti per avere giustizia. «Il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda ci aveva promesso che ogni due mesi circa ci avrebbe incontrato per aggiornarci sulle indagini - dice Daniela Rombi - ed invece purtroppo questo non è accaduto. Sappiamo dalla stampa che ci sono 18 indagati, tre di questi sono stranieri, però non si conoscono gli altri nomi. Non vorremmo che accadesse come altre tragedie che sono andate in prescrizione, oppure che l'inizio del processo slitti fra molti anni. Chiedo che non si venga lasciati soli dai viareggini, al processo non devono esserci solo i parenti delle vittime. Il supporto della città è determinante per avere giustizia». Riccardo Antonini evidenzia che l'unione fra i vari comitati è stata importante fino ad oggi. «È determinante vincere la battaglia contro l'indifferenza. Vogliamo giustizia, verità, ma più che altro chiediamo sicurezza per evitare altre tragedie come quella accaduta a Viareggio. Noi saremo a fianco dei familiari e li appoggeremo sempre». Dante De Angelis, il macchinista delle Ferrovie licenziato e poi riassunto perchè aveva denunciato la scarsa sicurezza sui treni ha fornito alcuni dati che devono far riflettere. «Dal 1985 quando è stata approvata la legge 210 sulla privatizzazione delle Ferrovie, la sicurezza è peggiorata. Prima i nostri treni erano fra i migliori in Europa, adesso la situzione è preoccupante. Negli ultimi sei mesi ci sono stati 21 decessi di viaggiatori per guasti alle porte, altre persone hanno subito mutilazioni. Negli ultimi quattro mesi ci sono stati 23 decessi per infortuni sul lavoro da parte di operai delle Ferrovie e di ditte appaltatrici. A questi vanno aggiunte le 32 vittime della strage di Viareggio». Mario Salvadori della Filt Cgil affronta il problema della scarsità di personale. «Pochi gli investimenti sulla sicurezza e il personale ridotto ai minini termini sono tra le cause di tanti incidenti che sono accaduti e che si sarebbero potuti evitare. È indispensabile non mollare». Questa sera alle 21 l'Assemblea 29 giugno torna a riunirsi al Dopolavoro ferroviario. L'incontro è aperto a tutti.
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