Gioco
Muore a 19 anni nel letto di casa Inutili i tentativi del 118 di rianimarlo
Donatella Francesconi
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L’ospedale Versilia a Lido di Camaiore2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. "Carmine, si va al mare...". È una normale domenica d'estate quando Alessandro Arrighini entra nella camera del figlio Carmine, 19 anni, per avvisarlo che al risveglio non troverà i genitori, diretti in spiaggia. Ma Carmine non risponde. Ha il volto imbrattato dal sangue uscito dal naso. Ed è già in arresto cardiocircolatorio. Immediati i soccorsi - auto medica e ambulanza della Misericordia di Viareggio - inviati dalla centrale operativa del 118 all'abitazione di via Battisti. Il ragazzo è da rianimare. E la squadra ci riesce, prima di caricarlo sull'ambulanza in una corsa disperata al Pronto soccorso del Versilia. Il cuore di Carmine, però, ha ceduto di nuovo. Tra l'arrivo in ospedale e il momento in cui i medici hanno dovuto gettare la spugna sono passati quaranta interminabili minuti. Carmine muore in Pronto soccorso. Intorno alle 13,30 il suo corpo viene trasferito all'obitorio del Versilia che si riempie immediatamente di ragazzi e ragazze. Un fiume. Disperati e stretti intorno alla mamma, Cinzia Ramacciotti, al padre Alessandro, alla sorella di soli diciassette anni che a Carmine somiglia come una goccia d'acqua. Agli amici di famiglia accorsi subito, appena saputo. Attoniti. La notizia si diffonde via Facebook, i ragazzi commentano increduli la scomparsa del loro amico immortalato all'ultimo Carnevale: vicino al carro di Gionata Francesconi, impeccabile nell'abbigliamento da Michael Jackson, la mossa giusta appena accennata. O con il gatto stretto al petto, gli occhi dolci, il sorriso bello. Nel maggio dell'anno scorso. Ignaro del destino in agguato appena un anno dopo. Sul corpo del diciannovenne è stata disposta l'autopsia. Non dal magistrato, ma dall'ospedale stesso. I medici che hanno tentato di salvargli la vita, infatti, non hanno notato niente di anomalo per cui fosse necessario avvisare la Procura. La risposta ad una morte così assurda potrà darla, dunque, solo il medico legale una volta esaminato il corpo. «È tornato a casa, ha mangiato un po' di cocomero ed è andato a letto». Così la famiglia ieri pomeriggio ricostruiva gli ultimi momenti di vita di Carmine. Un ragazzo con le passioni della sua età, il lavoro a fianco al padre nell'azienda di famiglia con sede a Bozzano, settore prodotti idraulici e riscaldamento, dove padre e figlio erano molto conosciuti. La madre Cinzia, invece, è impiegata in un cantiere navale della Darsena.
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