Sicurezza
Presa a calci il capo dei vigili
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Michela Cupini comandante dei vigili a Montecatini Ferita Michela Cupini: lavora a Montecatini
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MONTECATINI. «Sembrava un indemoniato. Mentre scalciava ha cercato anche di prendere le pistole agli agenti». È pomeriggio inoltrato, quando esce dall'ospedale con le stampelle e la caviglia destra gonfia, il comandante della polizia municipale Michela Cupini, 40 anni, di Capezzano Pianore, dal 2008 alla guida dei vigili urbani. Oltre a lei si sono fatti medicati anche quattro agenti, due uomini e due donne, travolti dalla furia di un nigeriano, di 38 anni, senza fissa dimora, arrestato dai carabinieri dopo il parapiglia avvenuto in mattinata tra via Leoncavallo e corso Roma. Il venditore iracondo ha preso a calci, mandandoli all'ospedale, quattro vigili urbani ed il comandante, prima di essere ammanettato, non senza con qualche sforzo, dai carabinieri intervenuti sul posto insieme alla Polizia. Racconta la dottoressa Cupini: «Erano circa le 9,15, quando all'altezza del mercato coperto abbiamo visto questo venditore che aveva pacchetti di fazzoletti. Ero l'unica in borghese. Gli è stata chiesta l'autorizzazione e lui ha iniziato a spintonare le colleghe in divisa. E a me a detto: "Ti schiaffeggio". Gli abbiamo sequestrato la borsa ed allora ha dato in escandescenze». Si è lanciato contro le 2 agenti, prendendole a calci e cercando di raggiungere le pistole. Nel frattempo altri due agenti in servizio con il Doblò si sono fermati in soccorso delle colleghe. «A quel punto è andato verso il Doblò e ha cercato di andarsene - riprende il comandante - E anche contro la macchina ha sferrato una serie di calci». Nel frattempo sono stati avvertiti Polizia e Carabinieri ed a fermare l'uomo sempre più scatenato sono stati i militari. Lo hanno ammanettato e portato in caserma. Deve rispondere di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento, tentata rapina e lesioni personali. I cinque della polizia municipale sono andati, invece, al pronto soccorso. «Quello che dispiace - conclude la dottoressa Cupini - è che nessuno si è degnato di intervenire tra la folla che si era fermata a guardare. Solo quando l'hanno visto ammanettato uno si è fatto avanti dicendo se avevamo bisogno di aiuto». P.B.
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