La manifestazione
Forte. Lassessore Molino replica al Pdl sul nuovo piano casa riservato al rientro dei residenti
Niente cemento a Roma Imperiale
Corrado Benzio
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Lassessore allurbanistica Molino a a destra unimmagine di Roma Imperiale: quartiere vip della città Nessuna costruzione «popolare» nella città-giardino dei vip
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FORTE DEI MARMI. Niente prime case nel perimetro di Roma Imperiale. Lo ribadisce l'assessore all'urbanistica Molino. «Basta con la demagogia un tanto al chilo. Il Popolo delle Libertà ha letto il Piano Casa di un altro comune». Così inizia l'intervento di Michele Molino in replica alle accuse del Popolo della Libertà. «Il nostro intervento sul territorio - spiega l'esponente della giunta Buratti - rispetta rigorosamente il Piano Strutturale e tanto per cominciare è semplicemente falso che preveda nuove costruzioni nella zona di Roma Imperiale, che è indicata come invariante nel Piano Strutturale e nella medesima zona non saranno fatti ampliamenti, né addizioni. «Non si potrà costruire neppure nelle aree boscate e sui beni paesaggistici. Abbiamo invece previsto per i residenti dal febbraio del 1999 e per chi non ha altre abitazioni la possibilità di frazionare con aumento di una sola unità abitativa di almeno 60mq. ponendo un vincolo di invendibilità su tutte e due le unità immobiliari. «Tale facoltà sarà consentita solo per evidenti necessità del proprio nucleo familiare e non di certo per fare speculazioni e sicuramente saranno residenti a Forte dei Marmi da almeno 11 anni. Nulla verrà fatto per le circa 5000 seconde case presenti sul nostro territorio. «La verità - aggiunge Molino- è che abbiamo adottato in consiglio comunale un documento importante ed innovativo, che va in contro tendenza rispetto a quanto fatto nel recente passato. Per quanto riguarda il Tarabuso, - conclude l'assessore - se ha i requisiti daremo la prima casa anche a lui». Da segnalare invece una importante novità per l'ex hotel Michelangelo di viale Morin. L'ex pensione doveva essere ristrutturata per realizzare due appartamenti. Così almeno secondo la convenzione con la società massese che è titolare. Ma da una serie di studi e verifiche è venuto fuori che è possibile costruire un terzo appartamento. Un colpo da niente per la società immobiliare.
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