Attenzione
«Verità e giustizia: la città con noi»
Donatella Francesconi
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NOTTE IN STRADA. Le foto di chi non cè più; lo striscione in apertura di corteo; larrivo in via Ponchielli con lo sfondo delle case distrutte I commenti del giorno dopo: funzionari di Fs presenti allo stadio
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VIAREGGIO. Il giorno dopo. Per molti di loro il primo. Quello in cui tutto è davvero iniziato, con i cari in ospedale tra la vita e la morte. Anche per questo è stato fondamentale per tutti avere la città intorno, martedì sera. «Ci hanno fatto tanto bene al cuore...», racconta la voce stremata di Daniela Rombi, mamma di Emanuela, morta a soli 21 anni. «È un anno che abbiamo, nostro malgrado, una vita nuova. Abbiamo davvero bisogno della vicinanza di tutti. Ed è indescrivibile quello che abbiamo provato nel vedere negli occhi della gente che la città è con noi». Una vita nuova. Fatta di battaglie messe in insieme una dietro l'altra, giorno dopo giorno sempre lì a chiedere "verità, giustizia e sicurezza". C'è un episodio che Daniela Rombi ci tiene a raccontare della giornata dell'anniversario: «Allo stadio c'erano sette persone in divisa da ferrovieri. Abbiamo capito che erano funzionari di Fs. Nelle poche parole che ho scambiato con loro mi hanno detto chiaramente che sarebbe bastata una nostra parola e loro avrebbero lasciato lo stadio. Glielo abbiamo chiesto e così è stato». Un giudizio più che positivo della manifestazione, che ha visto sfilare oltre 20mila persone, arriva anche dall'Assemblea 29 giugno: «Una manifestazione oltre le aspettative - commenta Riccardo Antonini - che rafforza la battaglia che la città sta conducendo per la sicurezza lungo i binari». Da Livorno si fa sentire Loris Rispoli, presidente del comitato vittime della tragedia del "Moby Prince". «Ho ancora negli occhi le immagini di ieri a Viareggio, l'accoglienza che ci è stata riservata e l'organizzazione. Ci siamo incontrati e raccontati con parole semplici che ci hanno reciprocamete toccati, Moby Prince, San Giuliano, Linate, la casa dello studente dell'Aquila e le associazioni di Viareggio. Abbiamo condiviso il dolore e le lacrime, abbiamo urlato il nostro dolore chiedendo rispetto. Da quel palco vi ho parlato col cuore e con il cuore mi avete risposto, vi siete alzati in piedi per un applauso finale che mi ha profondamente commosso. Poi insieme siamo ripartiti verso quelle strade troppo strette per accoglierci tutti, quei lumini quelle bandiere alle finestre, era un'emozione continua, unica. Chi faceva ala al corteo applaudiva e ci ringraziava per esserci, poi ci siamo avvicinati piano piano, strada per strada, al luogo della tragedia. Ci siamo ritrovati di nuovi vicino le foto dei vostri figli, fratelli al collo per sentirli vivi al nostro fianco, per non dimenticare, una frase che tutti ormai abbiamo scritta dentro. Io, noi siamo ripartiti certo più ricchi da Viareggio, carichi del vostro affetto e di quello della vostra gente. Viareggio può essere fiera della lezione di compostezza e solidarietà che martedì è riuscita a trasmettere a tutti, quelli che c'erano e quelli che non c'erano. Vi invito a continuare così».
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