Il Tirreno

Versilia

Un pezzo della ruota rotto da tempo

Donatella Francesconi
Un pezzo della ruota rotto da tempo

La relazione di Trenitalia: il fusello che ha ceduto aveva un problema tecnico

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VIAREGGIO. «È plausibile che il fusello della sala in questione abbia lavorato per tempo considerevolmente lungo con tale problema tecnico». Diciannove parole. Nella relazione di indagine promossa dalla società Trenitalia, del Gruppo Ferrovie di Stato e datata 17 settembre 2009. Diciannove parole per raccontare, al di là dei termini tecnici, che il pezzo in questione, sull'asse che si è spezzato, aveva da tempo «una rottura pregressa». Che il carro 33807818210.6 si è portato in lungo e in largo per i binari d'Italia nel periodo, marzo-giugno 2009: tra quando ha lasciato l'officina "Cima riparazioni" di Mantova e quando è deragliato sui binari di Viareggio.

Ventiduemilacinquecentoventicinque chilometri percorsi in quasi quattro mesi: è questo il tempo definito da Trenitalia come «considerevolmente lungo?».
Ventidue pagine, più le foto e gli allegati. Il lavoro è firmato da Pietro Stefanelli, Michele Sala, Luigi Gasti, Aldo Mari, Pasquale Indulgenza. Dirigenti e quadri di Trenitalia che, a pagina 18, scrivono: «Si desume che la "causa prima" dello svio del treno il 29 giugno 2009 è il cedimento per rottura "a fatica" del fusello sinistro della prima sala del carrello anteriore del carro 338078182110.6, primo della composizione del treno 50325». Il fusello di una sala montata che era arrivata in Italia dalla Germania con il bollino della revisione e la riverniciatura oggetto di indagine della Procura di Lucca. Garanzie tali che la sala, data per buona, era stata sostituita sul carro poi deragliato.

Le boccole.
Sembra ironicamente macabro: ma «la sala con le relative boccole, nonostante il problema al fusello per la riduzione di sezione resistente, era ancora in grado di lavorare regolarmente». Lo si evince - è l'indagine di Trenitalia - «dall'analisi dei tabulati del sistema di Rilevamento temperatura boccole sulla linea percorsa dal treno in questione il 29 giugno di un anno fa». Tabulati che danno il seguente risultato: «Non risultano segnalazioni».
Ma la relazione finale dell'inchiesta condotta da Rete ferroviaria italiana (stesso Gruppo Fs) racconta un'altra cosa: è vero che non ci sono segnalazioni di problemi alle boccole, ma «l'orario di rilevamento dell'Rtb per il treno 50325 risulta sfalsato rispetto all'orario effettivo di passaggio del treno (indietro di 120')». Il sistema di rilevamento, dunque, quale temperatura e di quale treno ha registrato quella notte?

Il picchetto.
«È presumibile - si legge nella relazione - che la sua "azione" sulla cisterna (quella che si è forata, ndr) sia stata limitata». Anche Trenitalia, come pure Rfi, "sposa" la tesi che non convince la Procura di Lucca: quella dell'urto del "bombolone" nella controrotaia.

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