Sicurezza
Ristoranti vuoti, assunzioni giù
Matteo Tuccini
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SOS OCCUPAZIONE. Una cuoca al lavoro in una cucina Pochi clienti. E i locali tagliano stagionali e personale fisso
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VIAREGGIO. È sempre stato il salvagente di molti, giovani e non, che faticano a trovare un'occupazione o che hanno bisogno di far cassa. Ma, per citare un film con Jack Nicholson, «qualcosa è cambiato». In peggio. Secondo i sindacati e le associazioni di categoria, nei ristoranti c'è stato un autentico crollo di assunzioni di lavoratori stagionali e part time. Colpa della crisi economica e di un'estate che finora ha stentato parecchio a partire per colpa del clima. Una vera beffa, per tutti quelli che - come si era visto alla borsa mercato del turismo del gennaio scorso - cercavano proprio un impiego estivo da cuoco o cameriere per andare avanti qualche mese. Organici ridotti. Il colpo più duro è stato per i locali che puntano da un target medio alto in giù. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma da quanto risulta a associazioni e sindacati di categoria, ad aprile (che di solito rappresenta il mese di partenza della stagione estiva) gli organici erano ridotti quasi della metà. «Sia in cucina che in sala - afferma Esmeralda Giampaoli, titolare del ristorante Nitens in Darsena e presidente nazionale della Fiepet Confesercenti - ci sono stati "tagli" importanti. Questo ha riguardato sia le assunzioni stagionali, sia quelle part time. E qualcuno ha persino ridotto il personale stabile». Ad oggi, ai sindacati risulta che solo un ristorante a Viareggio abbia chiesto la cassa integrazione per i propri dipendenti. «In Versilia - dice Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil - non si è abituati a usare gli ammortizzatori sociali». C'era una volta il venerdì. I ristoranti, ovviamente, rientrano a pieno titolo nel sistema turistico versiliese. E se questo soffre, soffrono anche loro. «È chiaro - continua Esmeralda Giampaoli - che si tratta di vasi comunicanti. In giro c'è poca gente e i locali ne risentono. Clamoroso il caso del venerdì, che una volta era quasi come il sabato e adesso sembra un lunedì». La speranza degli imprenditori è che succeda come l'anno scorso, quando un ottimo agosto salvò l'anno. Altrimenti, a ottobre-novembre si rischia un bagno di sangue. L'abuso. Meno stagionali, più contratti "leggeri". I sindacati, oltre a lanciare l'allarme occupazione nel settore dei servizi, denunciano un vero e proprio abuso: il continuo ricorrere al contratto a chiamata. «Si tratta di un rapporto di lavoro - spiega Bindocci - che non può essere sottoscritto da persone tra i 25 e i 45 anni, ed è applicabile soltanto se il dipendente lavora nei weekend o comunque a intermittenza. Vincoli che spesso vengono traditi nella pratica quotidiana. Senza contare, poi, la fascia di lavoro al nero che persiste in Versilia».
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