La manifestazione
«Servono due prime a Pian di Conca»
Marco Pomella
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SCUOLA. Cantieri alla elementare di Piano di Conca Cresce il tono della polemica: dura lettera dei genitori ai dirigenti scolastici
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MASSAROSA. «State violando il diritto all'istruzione. Non si possono mandar via tre studenti. E non si può neanche prevedere un'unica classe di 25 bambini, con le aule a disposizione di quella scuola». Dopo la prima lettera inviata dalla signora Alessandra Mendola, altre quattro mamme - Jessica Gallinaro, Simona Biada, Laura Bergamini e Manuela Polloni - scrivono al dirigente dell'istituto comprensivo 2 (Luca Ceccotti) ed al dirigente dell'ufficio scolastico provinciale (Claudio Bacaloni). Una lettera dai toni duri e fermi. Il rischio, infatti, è che, per l'anno scolastico 2010-2011, alle scuole elementari di Piano di Conca sia istituita una sola classe prima, nonostante le iscrizioni siano state 28. Anzi, proprio per questo, il dirigente avrebbe inviato una lettera ai genitori, chiedendo che tre di loro "volontariamente" iscrivano i propri figli in un altro plesso, «prima di investire della questione il consiglio d'istituto». Una missiva, questa, che ai genitori è sembrata più una minaccia che altro. Le mamme ed i papà in questione sanno bene che le classi - per le leggi sulla sicurezza - possono avere al massimo 25 bambini, più l'insegnante. «Ma la questione - scrivono i genitori - viene risolta nella maniera più semplicistica possibile. Ossia, procedendo all'"individuazione di almeno tre bambini, che dovranno frequentare la classe prima in altri plessi dell'istituto". Insomma, per rispettare la legge, si viola uno dei diritti fondamentali della persona, sancito dalla Costituzione e dalla dichiarazione universale dei diritti umani: il diritto all'istruzione». «Considerato che esiste libertà di scelta dell'istruzione - prosegue la lettera dei genitori - noi pretendiamo che tutto ciò sia garantito. La scelta di escludere tre bambini, che sia imposta o volontaria, e di attivare una sola classe prima composta da 25 bambini che saranno collocati in aule inadeguate e seguiti da un'unica insegnante, con tutti i gravi problemi di scolarizzazione e di apprendimento che ne conseguiranno, oltre che essere lesiva del diritto, non va a sostegno della qualità dell'insegnamento, priorità ugualmente irrinunciabile. Per tutti questi motivi, la scelta che il dirigente ci comunica risulta inaccettabile». E visto che si mettono i puntini sulle "i", i genitori vanno oltre. «Il dirigente ci fa notare, che comunque la "futura classe prima sarà molto numerosa". Noi, invece, sottolineiamo che un'aula di 36 metri quadri per legge può ospitare, al massimo, 18 ragazzi. Andrebbero verificate, secondo noi, anche le altre normative in materia - aggiungono i genitori - ad esempio, quella igienico-sanitaria che, nella fattispecie, stabilisce una quadratura di mq: 1,96 a studente. Chiediamo, a questo punto, se la scelta effettuata da codesto spettabile istituto metta a repentaglio la sicurezza dei nostri figli e violi le norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che l'aula deve avere».
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