Il Tirreno

Versilia

Lettera aperta dell’ex sindaco Fabrizio Larini sull’indagine per la lottizzazione

«Non ho mai fatto pranzi galeotti per aiutare l'iter della Baccanella»

Fabrizio Larini   è ex sindaco della città
L’ex sindaco Fabrizio Larini
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L’ex sindaco Fabrizio Larini

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 MASSAROSA. Ha chiesto al pm Garofalo di essere ascoltato prima della formulazione di eventuali richieste di rinvio a giudizio. Il caso è quello delle 24 villette alla Baccanella sulla collina sopra Quiesa (cantiere congelato alle fondamenta), a parlare è invece l'ex sindaco Fabrizio Larini. Larini in una lettera aperta, che qui sotto riportiamo, si difende dalle accuse di aver agevolato una lottizzazione che il pm ritiene anche abusiva: secondo i periti dell'accusa la pendenza nella zona è superiore al 35% e quindi non andava rilasciato il permesso a costruire. Con Larini sono indagati il progettista Nelio Volpi e i dirigenti comunali Guia Amato e Simone Pedonese. Ecco la difesa di Larini. di Fabrizio Larini La vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto ha dell'incredibile e si basa sulle affermazioni di una persona che ha il solo scopo di consumare vendette nei confronti del sottoscritto e dell'amministrazione da me guidata. Senza aver bisogno di leggere attentamente gli atti, ma certo e sicuro del mio comportamento, della correttezza delle mie azioni che ho sempre tenuto, ho dato mandato al mio legale di querelare questa persona e richiedere danni che ne conseguono da questa vicenda. In 10 anni da sindaco ho sempre tenuto ben distinte in maniera netta e chiara le mie competenze con quelle di dirigenti, funzionari, consulenti, insomma con tutte le persone che - a vario titolo - hanno collaborato con la mia amministrazione.  Mai, e sottolineo mai, ho compiuto forzature di alcun genere e sempre mi sono attenuto rigorosamente, per tutte le vicende amministrative, ai pareri espressi dai dirigenti e da chi ne aveva le competenze e funzioni. Pareri a cui la mia parte politica-amministrativa si è sempre scrupolosamente attenuta. Ho piena fiducia nel ruolo della Magistratura ma perché in tutti questi anni nessuno mi ha mai interrogato? E perché invece di dar credibilità ad una persona che ha rancori nei miei confronti, come a tutti è noto, dal 2007 ad oggi non si è approfondita la vicenda, magari interrogando e prendendo maggiori informazioni da chi per 10 lunghi anni ha collaborato con il sottoscritto all'interno dell'amministrazione?  Non so darmi una risposta e proprio per questo ho chiesto al mio legale la possibilità di essere interrogato dal magistrato competente quanto prima.  Ho appreso dalla stampa la circostanza di un presunto pranzo che sarebbe avvenuto in mia presenza con l'architetto Campagnucci, la dottoressa Amato e l'architetto Volpi Nelio. E' pura follia: non solo questo pranzo non c'è mai stato ma, addirittura, nella mia vita non ho proprio mai avuto occasione di pranzare con l'architetto Volpi Nelio.  Chi ha detto queste falsità deve pagare, non si può gettare fango sulle persone e non pagarne mai le conseguenze,  A Massarosa sono oltre due anni che la Procura indaga su tutto e questo grazie a esposti più o meno anonimi, ma soprattutto ad una sinistra che in maniera cattiva ha condotto un'opposizione che per 10 anni ha gettato fango e sospetti sulla nostra attività e su singole persone con feroci attacchi tramite stampa, volantini, manifesti ecc...  In 10 anni posso sostenere con certezza e non con presunzione che siamo stati un'amministrazione esemplare, che abbiamo agito sempre con trasparenza, onestà, legalità e nel rispetto dei ruoli ed oggi trovarci più volte alla ribalta della cronaca per cose che non hanno un minimo di fondamento fa veramente male, ferisce profondamente, rattrista chi con passione e sacrifici, anche economici, ha servito il proprio Comune.  Riguardo al tanto discusso settore urbanistico, a differenza delle altre amministrazioni comunali, la mia amministrazione non ha mai provveduto a varianti urbanistiche, tranne quelle necessarie per opere pubbliche, che hanno consentito una crescita generale del nostro comune come mai accaduto prima. Ribadisco che abbiamo attuato e concesso solo ed esclusivamente ciò che avevamo ereditato dalle passate amministrazioni, compreso la Baccanella, in merito alla quale il TAR si è già espresso definendo il nostro comportamento corretto e ineccepibile.  Ciò che oggi si vede della Baccanella non è il risultato della concessione da noi rilasciata ma un'esecuzione in difformità da quella concessione per altro mai sanata dalla mia amministrazione.

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di Redazione web