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Vietato tuffarsi alla Fossa dell'AbateE scoppia la lite fra Bertola e Lunardini
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VIAREGGIO. Acque troppo inquinate, si chiude. Dopo i controlli dell'Arpat arriva il divieto di balneazione in mare nell'arco di cento metri (cinquanta a destra e cinquanta a sinistra) dalla Fossa dell'Abate. Come ogni anno, si dirà. Ma stavolta il sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola perde la pazienza. Perché per depurare l'acqua serve un macchinario, anzi due. Di cui si parla da tempo immemore, ma che Viareggio non ha ancora realizzato. «Quest'anno non è stato possibile, non avevamo le risorse», sostiene l'assessore all'ambiente viareggino Pierluigi Cinquini. Bertola, però, non l'ha presa bene. E così ha detto che se si continua con questo immobilismo, e con i cartelli di balneazione piazzati a ogni piè sospinto, ci pensa lui a installare i macchinari. Ovviamente nel territorio comunale di Camaiore.
Si tratterebbe, in pratica, di due sistemi che - piazzati in zona via Fratti e sotto il ponte del viale a Mare - darebbero una prima igienizzata all'acqua tramite sostanze chimiche, ovviamente consentite da Arpat e Asl. Una volta c'era il cloratore, ma ora è vietato dalla legge. «Per realizzare quest'opera, che dovrebbe costare un centinaio di migliaia di euro - dice Cinquini - avevamo istituito una commissione congiunta tra i due Comuni. L'obiettivo era presentare un progetto serio alla Regione per ottenere un finanziamento». Ma per ora tutto è rimasto fermo.
Tra l'altro pare che stavolta i parametri rilevati dai tecnici sulla presenza di coliformi fecali (la cacca, tanto per esser chiari) nell'acqua siano di parecchio fuori dalla norma. Tanto che bisognerà intervenire quanto prima con una sterilizzazione nella zona antecedente le idrovore.
Ma perché c'è stato questo incremento della sporcizia? A quanto pare, il fenomeno degli scarichi abusivi, che già l'anno scorso aveva causato l'ira del sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola, si è ripresentato in tutta la sua forza. Anzi, pare che sia aumentato, senza che nessuno alzasse un dito.
Si tratterebbe, in pratica, di due sistemi che - piazzati in zona via Fratti e sotto il ponte del viale a Mare - darebbero una prima igienizzata all'acqua tramite sostanze chimiche, ovviamente consentite da Arpat e Asl. Una volta c'era il cloratore, ma ora è vietato dalla legge. «Per realizzare quest'opera, che dovrebbe costare un centinaio di migliaia di euro - dice Cinquini - avevamo istituito una commissione congiunta tra i due Comuni. L'obiettivo era presentare un progetto serio alla Regione per ottenere un finanziamento». Ma per ora tutto è rimasto fermo.
Tra l'altro pare che stavolta i parametri rilevati dai tecnici sulla presenza di coliformi fecali (la cacca, tanto per esser chiari) nell'acqua siano di parecchio fuori dalla norma. Tanto che bisognerà intervenire quanto prima con una sterilizzazione nella zona antecedente le idrovore.
Ma perché c'è stato questo incremento della sporcizia? A quanto pare, il fenomeno degli scarichi abusivi, che già l'anno scorso aveva causato l'ira del sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola, si è ripresentato in tutta la sua forza. Anzi, pare che sia aumentato, senza che nessuno alzasse un dito.
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