Toscana
La polemica. Vivoli (Confesercenti) contro la chiusura dellEolo per far posto agli spagnoli
La Passeggiata «omologata»
«Zara? Un magazzino che vende merce dozzinale in tutta Italia»
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VIAREGGIO. Allora è ufficiale, la crisi c'è. Non solo, sembra anche che la fine del tunnel non sia neanche tanto prossima. Vorremmo infatti qui appuntare la nostra attenzione e richiamare quella dell'Amministrazione Comunale su un tema: cosa dobbiamo fare per farci trovare pronti e scattanti al momento della ripartenza, della ripresa, che ci auguriamo sia prossima. Così inizia l'intervento di Massimo Vivoli, presidente della Confesercenti. «Viareggio, purtroppo, da tempo sta avvitandosi in un declino economico che trova nel settore del commercio evidenza e sostanza. Chi non è proprio giovanissimo e chiudendo gli occhi rivede la Viareggio e la Passeggiata di un po' di anni fa, non può, guardano il presente, non notare come la nostra città e il suo viale più famoso abbiano tragicamente subito quel processo di omologazione che ci rende quasi del tutto simili a tante altre città e strade commerciali. Abbiamo perso cioè il carattere di qualità ed unicità che per tanti anni ci ha contraddistinto. Anche per questo la crisi economica internazionale ha trovato qui da noi una condizione di già forte difficoltà, di crisi strisciante. «Allora, come consigliano molti economisti, facciamo di questa crisi stimolo e punto di partenza per spingere Viareggio verso la ripresa. I segnali che ci arrivano e che sono cronaca quotidiana, purtroppo non sono incoraggianti. Un cinema che chiude per lasciare il posto all'ennesimo grande magazzino che vende i suoi prodotti dozzinali ormai in quasi tutte le città sarebbe infatti l'ennesimo passo verso la dequalificazione e l'anonimato di quella che fu, ma potrebbe ancora essere, la perla del Tirreno. «Questo sarebbe, in ordine di tempo, solo l'ultimo atto di un processo di perdita d'identità e di qualità al quale fa da corollario un conclamato immobilismo per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali e di arredo urbano, che si rimandano ormai di anno in anno. Se non s'investe sull'immagine della città, sulla sua vivibilità, è difficile infatti pensare di essere competitivi in un mercato turistico sempre più globalizzato, dove sempre più sono i particolari a risultare decisivi nelle scelte dei turisti. «Crediamo che gli strumenti politici ed amministrativi per intervenire ci siano. Basti pensare che il Comune ha anche la leva del demanio per intervenire sulle sorti dei negozi in Passeggiata, oltre naturalmente ai normali strumenti di programmazione urbanistica e commerciale. Non meno importante sarebbe rivedere, in questo contesto di grave difficoltà per molte attività commerciali e di somministrazione, di intervenire sui tributi locali e sulle tariffe dei servizi, per contribuire a dare ossigeno a chi nonostante tutto continua a scommettere sul proprio lavoro e su quello dei suoi dipendenti e collaboratori. Si pensi poi alle risorse messe a disposizione con il Piuss. Insomma, noi crediamo che in qualche modo Viareggio possa essere ancora, almeno in parte, padrona del suo futuro. Quello che non sappiamo e se la giunta comunale ha questa consapevolezza e la voglia d'intervenire e di fare. Noi siamo disponibili al confronto, aperto ma concreto. Alla convocazione magari degli Stati Generali della nostra comunità cittadina, nei quali confrontarsi, raccogliere le proposte e le idee di tutti, per poi definire un piano d'intervento con obiettivi e tempi certi e chiari. L'alternativa è la condanna per la nostra città ad una più o meno lenta e dolorosa agonia».
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