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I legali di Castellacci, Varia e Bicicchi
hanno chiesto il non luogo a procedere
hanno chiesto il non luogo a procedere
Inchiesta sul Pontile, difesa degli imprenditori: «Niente corruzione»
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CAMAIORE. È la volta delle difese, all'udienza preliminare per la presunta corruzione intorno ai project del Pontile. Hanno parlato i legali di Felice Bicicchi, Stefano Varia e Claudio Castellacci, che hanno chiesto - per i loro assistiti - il non luogo a procedere. La riserva sarà sciolta dal gup Simone Silvestri all'udienza del 15 luglio. «Correttezza amministrativa». Questa è la formula che ha disegnato le difese dei due imprenditori versiliesi, Stefano Varia (assistito da Lodovica Giorgi) e Felice Bicicchi (tutelato da Emilio Soppelsa). In sostanza, per i difensori non ci sarebbe stata alcuna "forzatura" agli atti che diedero il via libera ai project del Pontile e delle scuole. Una posizione che sarebbe avvalorata anche da pareri ai organi superiori, come l'autorità di vigilanza sui lavori pubblici. Da segnalare che proprio questa correttezza era stata alla base anche delle dichiarazioni spontanee di Varia alla scorsa udienza. Che avevano contribuito alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura per il capo di imputazione sui parcheggi fantasma in piazza Lemmetti. Gli avvocati hanno anche eccepito sulla corruzione. Su quella famosa "tangente Castellacci", che sarebbe consistita nel transito di oltre centomila euro per "indirizzare" gli atti. Soldi che, in realtà, sarebbero stati regolarmente fatturati e pagati per una prestazione di un professionista incaricato dalla Pontile project. Anche il legale dell'ex dirigente ai lavori pubblici ha chiesto il proscioglimento per il proprio assistito. I difensori degli altri imputati (in totale sono 15) saranno ascoltati nell'udienza di venerdì prossimo. L.C.
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