Gioco
I nomi tra 15 giorni, intanto si parla della privatizzazione del 40% della società
Gaia, accordo politico per il nuovo cda
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Edoardo Rivola 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Presidenza di Gaia e un consigliere al centrodestra, tre consiglieri al centrosinistra: l'accordo sulla composizione del consiglio di amministrazione del gestore idrico c'è. Non è scritto, ci mancherebbe, ma è il risultato dell'ennesima riunione dei Comuni ieri a Viareggio. I nomi? Tutto rinviato di 15 giorni. Ma ci sono dei cambiamenti in vista. Intanto, a destra, il presidente uscente Filippo Eugene Luchi non dovrebbe essere confermato. Il sostituto verrà deciso da Camaiore e Lucchesia; Viareggio va verso la riconferma di Edoardo Rivola, nel frattempo divenuto direttore generale del Comune: troppo alta la posta in gioco perchè il sindaco Lunardini non voglia un uomo di sua piena fiducia in un momento decisivo per le sorti di Gaia. A sinistra, conferma per i rappresentanti di Massa e Carrara, il vicepresidente Gianmaria Nardi e Giuliano Minuto. La novità sta nella nomina di un versiliese (il nome lo farà il sindaco Domenico Lombardi) al posto del rappresentante della Garfagnana, Piergiorgio Magnani. Anche a sinistra sono mutati i rapporti di forza visto che la Garfagnana ha perso Castelnuovo mentre la Versilia ha conquistato Pietrasanta e Massarosa. Lunedì riunione di Ato, l'ente che determina gli indirizzi di Gaia. C'è da discutere della privatizzazione del 40% della società per avere soldi freschi per rilanciare una società che solo verso i Comuni ha circa 54 milioni di debiti. Ma, appunto, la discussione è alta, a cominciare da chi deve gestire la procedura: Gaia o l'Ato (di cui fanno parte comuni come Lucca che in Gaia invece non sono rappresentati e che addirittura hanno un contenzioso?). E il dilemma non è di destra o di sinistra, ma trasversale. Decidere le procedure vuol dire giocare un ruolo decisivo sulle scelta del socio privato e anche sulle garanzie da chiedere, visto che - sia a destra che a sinistra - è condivisa la linea che l'acqua deve restare comunque un bene a controllo pubblico.
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