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Versilia

Bancarotta, in sei nei guai

<b>CONTROLLI.</b> Un posto di blocco della Guardia di Finanza
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CONTROLLI. Un posto di blocco della Guardia di Finanza

Tre imprenditori e tre professionisti coinvolti nel crack di una società

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 VIAREGGIO. Avevano venduto quattro immobili ad una società di comodo poco prima che il Tribunale di Lucca dichiarasse il loro fallimento per un «buco» di oltre tre milioni di euro. Un modo per cercare di svuotare di ogni valore l'azienda destinata al crack. Ma la vendita - del controvalore di un milione e 800 mila euro - è finita sotto la lente d'ingrandimento del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che ha impedito che l'operazione andasse definitivamente a buon fine.  A finire nei guai per bancarotta fraudolenta l'amministratore della «Top company», una società a responsabilità limitata con sede a Viareggio operante nel campo della commercializzazione di abbigliamento sportivo, i due soci e i tre professionisti versiliesi che favevano parte del collegio sindacale della società.  Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, fra la fine del 2007 e la data del fallimento (ottobre 2009), l'amministratore della srl - in concorso con i due soci e i membri del collegio sindacale - hanno venduto quattro immobili situati nel comune di Rovato (Brescia) del valore di quasi due milioni di euro ad una nuova società: la «Top Trading Versilia», con sede legale presso un commercialista di Brescia. Inoltre l'amministratore, con operazioni dolose, aveva ripianato l'esposizione debitoria della società fallita. Un comportamento che per le fiamme gialle ha arrecato un danno nei confronti dei creditori ed ha contemporaneamente configurato l'ipotesi di una bancarotta fraudolenta, aggravata dalla rilevante entità delle cifre in gioco.  I protagonisti della vicenda sono stati denunciati: la posizione più pesante è quella dell'amministratore della «Top company», un imprenditore ventottenne originario del Nord Italia; nei guai sono però finiti anche gli altri due soci della società - uno della provincia di Brescia e l'altro della provincia di Rovigo - e i tre professionisti che facevano parte del collegio sindacale della società, rispettivamente di Viareggio, Camaiore e Seravezza.  La lunga serie di prove documentali raccolte dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Finanza ha permesso al Gip del Tribunale di Lucca di emettere il decreto di sequestro preventivo sugli immobili della nuova società (di cui facevano parte le medesime persone coinvolte nell'azienda fallita). Per tutelare gli interessi dei creditori della «Top company», le fiamme gialle hanno così proceduto ad apporre i sigilli agli immobili.

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