Sicurezza
UN ANNO DOPO
Nuovo presidio di fronte al Centrale
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VIAREGGIO. Un anno fa moriva il cinema Centrale. Malgrado le promesse smentite dai fatti dell'allora parroco di Sant'Andrea padre Francesco Bergamaschi (e del suo successore padre Maurizio Gabellini), le porte dell'unica sala d'essai di Viareggio non si sono mai più riaperte. Né sono mai stati eseguiti i lavori di ristrutturazione annunciati dalla parrocchia, che del fondo è proprietaria. Ad un anno esatto di distanza, però, Viareggio non dimentica. E questo pomeriggio alle 18 il comitato cittadino «Salviamo il Centrale» promuove un appuntamento di fronte all'ingresso del cinema per riaccendere i riflettori sul futuro della sala e sollecitare un intervento dell'amministrazione comunale perché prenda provvedimenti. Il grosso timore del comitato è che, passato il clamore della chiusura del cinema, possano riprendere corpo gli spettri di una speculazione edilizia inizialmente ventilata (in Comune fu presentato un progetto per la trasformazione dell'immobile in appartamenti e fondi commerciali con sensibile riduzione degli spazi adibiti a cinema) e sulla quale era stato fatto - quantomeno a parole - un dietrofront.
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