Sicurezza
La protesta. Tempi troppo lunghi per le case che il Comune deve demolire
Via Ponchielli, lavori infiniti
Donatella Francesconi
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I CANTIERI. Lavori in corso tra mille problemi Undici mesi dal disastro e non è ancora tornata l'elettricità
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VIAREGGIO. Via Ponchielli, undici mesi dopo la strage del 29 giugno scorso. La ricostruzione e le macerie. Il sogno dei vivi di riavere una casa. Le anime dei morti ancora lì tra gli oggetti intatti che raccontano quella notte maledetta di gas e fuoco. «Ho appena pagato 1.500 euro di benzina...per il generatore». Anno 2010, cantieri avviati, ma in via Ponchielli le imprese edili lavorano senza corrente elettrica. Perché in questo pezzo di piccolo mondo che c'era e non c'è più «Enel non è mai arrivata» dopo la tragedia. Raccontano undici mesi di calvario, gli abitanti di via Ponchielli. Quelli vivi per miracolo, che hanno perso solo la casa, e gli altri: che alle macerie di muratura sommano quelle del cuore, per i cari che non ci sono più. Quindici milioni dalla Protezione civile per la ricostruzione. Da restituire quando arriveranno i risarcimenti o il dovuto dalle assicurazioni stipulate al momento di comprare casa: «La maggior parte di noi la ricostruzione se la paga - ricordano Gian Franco Lucatelli e Gianfracno Baldini, presidenti dei due comitati nati in zona -: con il denaro versato per l'assicurazione negli anni». Il governo ha negato, per il momento, ulteriori dieci milioni a fondo perduto. E si è rischiato che non ci fossero neppure i dieci per chi aveva perso i familiari o era rimasto ferito. Oggi, in via Ponchielli, c'è chi si è di nuovo indebitato per portare a termine il cantiere: «Le case di questa strada erano per la maggior parte vecchie, sia pur ristrutturate. Quando s'arriva sul tetto o in certi impianti o su certe metrature bisogna fare i conti con la nuova normativa. E noi paghiamo, di tasca nostra...». Facendo, ogni giorno, altri conti: quella con la burocrazia. Alcune case sarebbero pronte per fine luglio - è il problema che pongono gli ex abitanti di via Ponchielli - ma le abitazioni che devono essere demolite, invece, sembrano dover attendere «i tempi lunghi delle gare di appalto del Comune». Il quesito non è di facile risoluzione: chi termina i lavori «deve entrare in casa per forza, pena perdere l'affitto pagato dalla Regione, ma con il rischio di ritrovarsi in un cantiere aperto con tutti i problemi di sicurezza connessi?». Ed inoltre: se oggi, dopo undici mesi, i servizi (acqua e luce) non ci sono, quando si potrà pensare di riaverli? Tra le richieste rimaste senza risposte quella di una donna che non vuole lasciare via Ponchielli. Anche se la sua abitazione è di quella che deve essere demolita. Da mesi la domanda posta è "posso restare in una delle abitazioni cedute al Comune sul lato opposto?". Sciogliere questo nodo, però, fino ad oggi è sembrato impossibile. «Dov'è la carrozzeria Domenici?». Sono le 10 e mezza del mattino e la giovane donna che si avventura in via Ponchielli ha l'aria spersa: «Mi aveva detto che contava di riprendere il lavoro qui...». La carrozzeria Dominici è ancora fuori Viareggio, invece, ed i suoi titolari sognano il giorno nel quale ritorneranno. «Ma vada là, vada...», caldeggiano gli abitanti della strada che si trovano sul posto per verificare i cantieri. Perché anche questa era ed è via Ponchielli, piccola comunità di gesti semplici. Dove marocchini e cattolici dell'Ecuador vivevano insieme, dove a casa Germani ci sono ancora i piatti - quelli belli - che spuntano tra le macerie, dove in casa di Elisabeth Silva sono rimasti intatti i detersivi, sul tavolo di cucina. E lei, invece, non c'è più.
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