Il dolore
Il boom dello stalking. E del suo abuso
Luca Cinotti
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PROTESTA. Sagome a Torino contro la violenza sulle donne In tribunale decine di processi. Ma spesso viene usato in modo pretestuoso
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VIAREGGIO. C'è l'ex fidanzato che arriva a fare la pipì nella macchina della donna che l'ha lasciato. Un altro che prende di mira ancora l'auto della ex, questa volta per cospargerla di rum minacciando di appiccare il fuoco. Fino ad arrivare all'uomo che va a scuola a "prelevare" i figli avuti dalla convivente, per utilizzarli come arma di ricatto. Tre storie (terribilmente vere) che finiscono tutte nella casella dello "stalking". Una casella molto affollata, se è vero che (a meno di un anno e mezzo dall'entrata in vigore della legge) sono decine e decine i fascicoli per questo reato che stanno arrivando in tribunale proprio in queste settimane. È l'ultimo anello di quello che può sembrare un boom delle minacce continuate, quasi sempre nei confronti delle donne. Ma c'è chi mette in guardia, spiegando che in molti casi più che di un uso legittimo della legge si tratta di un vero e proprio abuso. La norma sullo stalking è diventata legge nel febbraio del 2009. Un provvedimento salutato per molti come un "passo avanti" nella difesa di ei più deboli: unificando tutte le possibili forme di molestie (da quelle verbali agli sms, alle telefonate mute - solo per fare degli esempi) si è reso assai più facile la denuncia alle autorità. E i casi, in Versilia, si sono moltiplicati come funghi. Fino ad arrivare a quelle decine di fascicoli pronti a essere presi in mano dai giudici. Che - poi - sono una sorta di punta dell'iceberg o - se si vuole - quello che rimane dopo un'azione di "setaccio": la legge prevede infatti che prima della querela la persona offesa possa chiedere al questore di "ammonire" il presunto molestatore. Una sorta di cartellino giallo che, in caso di recidiva, porta alla querela d'ufficio. «Nella stragrande maggioranza dei casi - spiega il dirigente del commissariato di Polizia, Leopoldo Laricchia - si tratta di atti di stalking da uomini nei confronti di donne». Il viceversa è assai più raro, ma comunque non impossibile. Qualche mese venne denunciata una matura signora di 44 anni che tormentava l'ex amante: un investigatore privato che le era stato messo alle calcagna dal marito. Laricchia è comunque prudente se messo di fronte all'espressione «boom dello stalking»: «La legge ha aiutato chi è vittima a denunciare - argomenta -. Ma bisogna anche dire che di questo reato viene fatto pure un certo abuso». In più di un caso, infatti, lo stalking viene visto come "grimaldello" per risolvere questioni che con il codice penale hanno poco o punto a che vedere. Un esempio: c'è chi ha usato questa accusa nell'ambito di una "banale" lite per la casa durante una separazione coniugale. Accuse che poi non reggono ai riscontri, visto che portare a processo una persona per stalking è necessario dimostrare che le molestie sono state continuate. Ma che (complici, talvolta, anche avvocati che seguono la scia del momento) finiscono inevitabilmente per pesare sulla mole di lavoro delle forze dell'ordine.
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