Sicurezza
Droga a chili dal sud: quattro condanne
Al centro del caso i fratelli Donadio. Migliaia di intercettazioni
QUERCETA. Il "corriere" partiva una volta alla settimana, con destinazione Napoli. Obiettivo: rifornirsi di droga da smerciare in Versilia, facendo "quartier generale" a Querceta, a cavallo fra il vecchio e il nuovo secolo. Per questo giro di stupefacenti sono state condannate quattro persone, mentre un'altra è stata assolta e un'ultima è deceduta.
Al centro del traffico due nomi molto discussi degli anni Novanta: quella dei fratelli Carmine e Giuseppe Donadio. Il primo, 57 anni, è stato condannato dal giudice monocratico Gerardo Boragine a sei anni di reclusione, mentre il secondo è deceduto qualche anno fa. Sei anni di reclusione anche per il terminale campano dell'organizzazione, Alfonso Barberisi, che riforniva di droga (cocaina ed eroina) Giuseppe Donadio. Pena più lieve (un anno di reclusione) per due esponenti della "manovalanza" dell'organizzazione: Walter Mottola, 55 anni di Viareggio, e Bruno Poggiali, 65 anni di Livorno. È stato invece assolto un altro livornese, Marco Lima.
Le indagini erano partite dopo l'arresto, a Querceta, di un giovane marmista che in casa aveva droga, soldi e il "classico" bilanciano di precisione per pesare lo stupefacente. Fra le prove acquisite in dibattimento, anche intercettazioni ambientali in carcere durante i colloqui fra i fratelli Donadio e i loro familiari. Il processo è durato ben 11 anni soprattutto a causa del tempo necessario per trascrivere le migliaia di telefonate intercettate.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
