Il Tirreno

Versilia

Pucciniano. Federigo Gemignani interviene sul mancato incarico ai carristi a Torre del Lago

Una diatriba superabile

Federigo Ghigo Gemignani
Una scena del Festival Pucciniano al centro delle polemiche il mancato appalto ai carristi delle scene delle opere liriche
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Una scena del Festival Pucciniano al centro delle polemiche il mancato appalto ai carristi delle scene delle opere liriche

«Credevo che con Nicolai quei problemi fossero ormai risolti»

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 VIAREGGIO. Federigo «Ghigo» Gemignani è imprenditore alberghiero di lunghissimo corso, ma anche politico e a lungo amministratore cittadino. Da tempo segue le alterne vicende del Festival Puccini (la lirica è la sua grande passione). Ecco un intervento che prende spunto dal mancato appalto delle scene ai carristi del Carnevale.  Ad ogni giorno la propria polemica. E la polemica di oggi è riferita alle scenografie che il Festival Pucciniano ha commissionato in vista della prossima stagione. A restare fuori dalla gara, quest'anno, sono stati i carristi dell'associazione "Il laboratorio dell'effimero". Ciò appare molto stravagante in quanto ritenevo che, sin dal periodo di Manrico Nicolai, fra costruttori del carnevale e Festival Pucciniano fosse stata raggiunta una sinergia organizzativa ed economica tale da risultare un tutt'uno. Ragion per cui la necessità di una gara prevista per spese superiori ad un certo budget poteva essere intelligentemente raggirata. Certo, bastava la volontà. Del resto, molti teatri producono in proprio o attraverso cooperative integrate le scenografie e anche i costumi. Ciò premesso, mi viene da considerare una circostanza che sarebbe stata quanto mai originale ed attraente per la stagione pucciniana 2010 e cioè predisporre per la Fanciulla del West, che celebra quest'anno il proprio centenario, scenografie e costumi a ricalco di quelli originali del 1910 utilizzati appunto al MET di New York e certamente reperibili. Questi "revaivals" non sono nuovi nei grandi teatri, tant'è che proprio quest'anno, al teatro dell'Opera di Roma è andata in scena una Tosca su allestimento della prima che nel 1900 fu rappresentata proprio in quel teatro. Credo che un'operazione di tal genere avrebbe prodotto maggior richiamo sul nostro Festival che non un affollato mega-viaggio negli USA per assistere ad una recita di "Fanciulla" diretta da Luisotti (che già ha ben diretto la stessa opera qualche anno fa al Carlo Felice di Genova) su allestimento scenico, costumi e regia del Teatro Massimo di Palermo. Credo che ormai sia ben nota la mia idiosincrasia nei confronti del turismo cosiddetto "culturale", in quanto ritengo che il polo di attrazione debba essere Torre del Lago e non viceversa. Bayroit, Salisburgo, Pesaro e Spoleto sono mete di grande richiamo senza che nessuno vada in giro per ogni dove a stupire chi di teatro sa ben poco, come nel nostro caso. Tutto questo anche in considerazione del fatto che se c'è un'emergenza che riguarda il nostro Festival è quello della partecipazione del pubblico. Se sono vere le elaborazioni presentate in conferenza stampa dai consiglieri di opposizione Caprili e Palestini, elaborazioni alle quali non è stata ancora data pubblicamente risposta, si dovrebbe dedurre che mediamente il Gran Teatro di Torre del Lago durante la stagione 2009 non ha mai superato il 48% delle presenze a pagamento.  La mia insistenza non è frutto di un attacco di senilità, ma collegata al fatto che se i dati sopra citati sono reali - e ripeto, non sono miei e nessuno ancora li ha ancora smentiti - ciò significa che qualcosa nella macchina guidata da Simoni e Moretti non funziona ed è pertanto necessario individuare, come già detto, i motivi che possono essere di carattere organizzativo, programmatico, culturale, mediatico.

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