La manifestazione
Riciclaggio, due arresti
Enrico Messina
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AUTO RUBATE. Controlli della Stradale al Varignano Avrebbero gestito un traffico di automobili rubate
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VIAREGGIO. Avrebbero gestito un traffico di auto rubate, rivendendole dopo averle camuffate, dalla Versilia al sud Italia. Con questa accusa gli agenti della Polstrada hanno fatto scattare le manette ai polsi di due persone, di cui una residente a Viareggio: Massimiliano D'Amora, ora, si trova agli arresti domiciliari. Le auto, rubate in Versilia, venivano portate in Campania dove i numeri di telaio e le targhette di riconoscimento venivano abrasi, e sostituiti con altri falsi. Anche la centralina elettronica veniva cambiata con un'altra riformattata per permettere che l'automobile potesse essere avviata normalmente. Per le auto rubate poi venivano prodotti documenti falsi, dalla carta di circolazione al certificato di proprietà, utilizzando materiale rubato da uffici della motorizzazione. Le macchine, infine, venivano reinserite nel mercato lucchese, attraverso dei complici che le acquistavano per poi rivenderle a prezzi inferiori a quelli del mercato legale. A ricostruire il complesso meccanismo sono state le indagini della polizia giudiziaria della Polstrada. Sei persone, tra cui due nomadi d'etnia sinti residenti a Lucca, sono state denunciate a piede libero per falso e concorso in ricettazione. Per Pasquale Russo, di Gricignano di Aversa, e Massimiliano D'Amora, residente a Viareggio, che sarebbero, secondo la polizia, gli artefici del traffico illegale, sono scattati, invece, gli arresti: in carcere, a Santa Maria Capua Vetere, per il primo; domiciliari, nella sua residenza a Viareggio, per il secondo. Corposo l'elenco delle accuse mosse ai due uomini: furto, riciclaggio, ricettazione, distruzione di atti veri e falsificazione. Secondo quanto riferito dalla polizia stradale di Lucca, tutto comincia nel luglio del 2009, quando viene sequestrata un'automobile venduta a Viareggio che risultava essere stata rubata. Il proprietario, la moglie di Russo, ne aveva, infatti, denunciato il furto nove mesi prima. L'auto era, quindi, miracolosamente ricomparsa: si trattava in realtà di un modello simile che era stato contraffatto. La polizia decide, quindi, di avviare un'indagine più approfondita, che consente di scoprire l'attività criminale e porta al sequestro, in marzo, di un altro veicolo, a Genova, anche questo venduto dopo essere stato contraffatto. Nel corso delle operazioni, la polizia ha recuperato altre due macchine, precedentemente rubate a Torre del Lago. Una è stata trovata nella zona di Firenze: alla guida c'era un ragazzo napoletano, che adesso sconta gli arresti domiciliari a Caserta. L'altra abbandonata vicino a Viareggio. Tre veicoli, anche questi clonati, non sono stati invece più ritrovati. Ulteriori indagini sono in corso per scoprire e rintraccaire eventuali altri mezzi clonati e già inseriti nel mercato. Occorrerà, inoltre, scoprire la provenienza di una moto, anche questa trovata col numero di telaio abraso, sequestrata nel corso delle operazioni.
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