Il Tirreno

Versilia

Erano in Versilia per aiutare alcuni parenti nei lavori di ristrutturazione di una villetta a Lido

Identificati i due giovani annegati

Claudio Vecoli
Identificati i due giovani annegati

Sono due cugini muratori di Bergamo: traditi da una congestione

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 VIAREGGIO. Era la prima volta che metteva piede in spiaggia. Sebastian Baggi, trent'anni da compiere a settembre, muratore di Sorisole, un piccolo paese a pochi chilometri da Bergamo, era in Versilia con il cugino Giuseppe Gotti, di nove anni più grande, anch'egli muratore. Domenica pomeriggio, dopo aver visto alla tv il gran premio di motociclismo, armati di asciugamani e ciabatte, i due erano andati insieme al mare per godersi la bella giornata di sole e farsi un bagno. Ignari di andare incontro così alla morte.  Una fine tremenda, la loro. E per certi versi anche beffarda. Sebastian era infatti sceso in Versilia per dare una mano al cugino Cristian Baggi, titolare di una impresa edile del bergamasco, in modo da chiudere nel giro di qualche giorno i lavori di ristrutturazione di una abitazione in via Rosso di San Secondo a Lido di Camaiore. Venerdì sera lo aveva raggiunto anche Giuseppe, l'altro cugino. Avevano approfittato dell'opportunità che, proprio per eseguire i lavori, l'impresa edile aveva preso in affitto un piccolo appartamento a fianco dell'abitazione da ristrutturare. E così - un po' per dare una mano alla squadra di tre persone già impegnata sul cantiere, un po' per godersi una breve vacanza al mare - Giuseppe e Sebastian si erano uniti alla comitiva.  Domenica pomeriggio, dopo aver pranzato intorno alle 12,30 e aver visto il gran premio di moto insieme agli altri tre amici (Cristian Baggi, cugino di Sebastian; Arturo Gotti, fratello di Giuseppe, e un terzo muratore), avevano deciso di andare in spiaggia. Pochi istanti prima delle 16, nel tratto di spiaggia di fronte al bagno Paradiso a Lido, la tragedia. Stando a quanto è stato possibile ricostruire, Sebastian - il primo dei due ad accusare i primi sintomi di una congestione - si è accasciato in acqua. Il cugino Giuseppe ha cercato di aiutarlo, ma - a causa dell'acqua fredda - è stato a sua volta colto da un malore. E malgrado il soccorso dei bagnini degli stabilimenti balneari vicini e i tentativi di rianimare i due da parte dei medici e volontari del 118, nessuno dei due ce l'ha fatta a salvarsi.  L'identificazione delle due vittime - entrambe senza documenti - è stata possibile solo nella tarda serata. Ovvero quando, non vedendoli tornare, il fratello di Giuseppe e il cugino di Sebastian hanno telefonato ai carabinieri per segnalarne la scomparsa. A quel punto i due familiari sono stati indirizzati all'ospedale «Versilia» dove, nella notte, hanno ufficialmente riconosciuto i due corpi senza vita fino ad allora ancora senza un nome.  Ieri mattina, da Sorisole, sono arrivati anche gli altri parenti delle due vittime. I fratelli di Sebastian - Elisabetta, Roberta e Alessandro - e la zia di Giuseppe, Elia Magitteri. Mentre intorno alle due madri - Caterina e Marinela - si è stretto tutto il piccolo paese di Sorisole, dove Sebastian e Giuseppe erano conosciuti un po' da tutti.  «Quando c'era da lavorare - ha spiegato Caterina, la mamma di Sebastian - mio figlio non diceva mai di no. Era già la seconda volta che scendeva in Versilia per dare una mano al cugino. Oltre al lavoro, aveva una grande passione per i cavalli: ne aveva acquistato uno che custodiva in una stalla e andava ad accudirlo ogni giorno».  Marilena, la mamma di Giuseppe, sottolinea come il figlio fosse una persona generosa. Tanto da morire per prestare soccorso al cugino. «È stato un ultimo grande gesto di amicizia. D'altronde era fatto così: dolce, solare».  Ieri pomeriggio, una volta che le salme sono state riconsegnate alle famiglie, per Sebastian e Giuseppe il triste viaggio di ritorno fino a Sorisole, dove domani pomeriggio dovrebbero svolgersi i funerali nella chiesa parrocchiale di San Pietro.

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