Tutti aperti fino a notte ma chi fa rumore chiude prima
Bar, pizzerie e ristoranti del centro di viareggio apriranno alle 6 del mattino e chiuderanno alle 2 di notte. Una fascia oraria all’interno della quale ciascuno fisserà l’orario al pubblico. Ma chi sgarra per due volte vedrà i suoi orari limitati per diversi mesi
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Aperti fino alle due di notte. In buona parte della città. È l’ordinanza firmata dal sindaco Lunardini relativa agli orari di pubblici esercizi e negozi. Bar, pizzerie e ristoranti apriranno alle 6 del mattino e chiuderanno alle 2 di notte. Una fascia oraria all’interno della quale ciascuno fisserà l’orario al pubblico. Orario diverso - apertura alle 4 del mattino, chiusura all’una di notte - invece, per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che si trovano in zona mercato ittico, mercato dei fiori, mercato ortofrutticolo e nei pressi delle stazioni di Viareggio e Torre del Lago.
Nessuna limitazione di orario - questa l’ordinanza cui si è arrivati, spiega l’assessore al commercio, Antonio Cima, «in pieno accordo con le categorie» - per i giorni 31 dicembre, 14 e 15 agosto. Attenzione, però, alla clientela rumorosa. Bastano infatti due rapporti della polizia municipale o di un altro organo di polizia, dai quali risulti «che l’attività di singoli pubblici esercizi nelle ore notturne abbia provocato o provochi disturbo alla possibilità di riposto dei residenti e/o all’esercizio delle ordinarie funzioni connaturate al vivere civile, il sindaco fisserà con apposito provvedimento per tali esercizi una fascia oraria dalle 6 alle 24».
Ma non solo: per tornare al vecchio orario dovranno passare sei mesi ed il pubblico esercizio «dovrà dimostrare la possibilità di effettivo ripristino del diritto di riposo dei residenti e dell’esercizio delle ordinarie funzioni connaturate al convivere civile in quella zona».
Nessuna limitazione di orario - questa l’ordinanza cui si è arrivati, spiega l’assessore al commercio, Antonio Cima, «in pieno accordo con le categorie» - per i giorni 31 dicembre, 14 e 15 agosto. Attenzione, però, alla clientela rumorosa. Bastano infatti due rapporti della polizia municipale o di un altro organo di polizia, dai quali risulti «che l’attività di singoli pubblici esercizi nelle ore notturne abbia provocato o provochi disturbo alla possibilità di riposto dei residenti e/o all’esercizio delle ordinarie funzioni connaturate al vivere civile, il sindaco fisserà con apposito provvedimento per tali esercizi una fascia oraria dalle 6 alle 24».
Ma non solo: per tornare al vecchio orario dovranno passare sei mesi ed il pubblico esercizio «dovrà dimostrare la possibilità di effettivo ripristino del diritto di riposo dei residenti e dell’esercizio delle ordinarie funzioni connaturate al convivere civile in quella zona».
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