Il dolore
Silenzio sul Centrale il cinema è chiuso e la parrocchia tace
Ilaria Lonigro
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Manifestazione in difesa del Centrale 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Il cinema, con poltroncine, bobine, pellicole, tendaggi, luci e locandine, cadde in sonno profondo. «Si addormentarono tutti per risvegliarsi solo quando si sarebbe risvegliata la loro padrona», scriveva Perrault. Il Cinema Centrale, come il castello della Bella Addormentata, giace immobile, in attesa si svegli la padrona; non la fanciulla dormiente da 100 anni, ma la parrocchia in silenzio stampa da 12 mesi. Sta per scoccare il 1º anniversario di chiusura dello storico Pidocchino di via Battisti e tutto sembra fermo a un anno fa: dal progetto di ristrutturazione edilizia per usi commerciali, presentato dalla Parrocchia di S.Andrea, proprietaria dell'immobile, e mai ritirato, nonostante le promesse dell'allora parroco padre Francesco Bergamaschi, che dichiarava di riprendere l'attività di cinema d'essai, ma sotto controllo della parrocchia. Tant'è che Mario Carmignani, per una vita gestore del Centrale, ha lasciato ogni attrezzatura al suo posto. A Bergamaschi è succeduto a settembre padre Maurizio Gabellini, che s'è preso "un anno per riflettere" sul destino del cinema, oggi in d'abbandono nel centro città. «La sua chiusura, oltre a lasciare a casa 4 dipendenti, di sera trasforma il mercato in terra di nessuno. E la città subisce una perdita enorme in termini di cultura», fa sapere il Comitato, che da "Salviamo il Cinema Centrale" è passato a chiamarsi "Cinema Centrale". E annuncia un presidio davanti all'edificio, venerdì 28, alle 18. Sul volantino si legge: «Un anno senza Cinema Centrale. Perché? Parroco e sindaco: bocche cucite. Ribadiamo il nostro no a qualsiasi forma di speculazione edilizia». Proiezioni sul caso "Pidocchino" e su vicende simili nel resto d'Italia si affiancheranno a animazioni dell'associazione BAU e della Policardia Teatro di Andrea Moretti. Un microfono sarà a disposizione di chiunque voglia intervenire. Il Comitato, che accusa Sindaco e parroco di non aver mai accettato un incontro, chiederà «alle istituzioni associative e politiche di esprimersi con forza, in particolare al consiglio comunale, che rappresenta l'intera cittadinanza». «Già l'Eolo ha chiesto lo svincolo. Questa è una catena di distruzione per la città e la Versilia: i cinema di Viareggio sono frequentati anche dall'entroterra», dichiara Cristina Boncompagni, membro del Comitato. L'appuntamento è venerdì 28 alle 18 davanti al Centrale: se il Comitato farà rumore, forse, il Pidocchino addormentato si sveglierà.
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