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«Iter ineccepibile anche per il Tar»
Fabrizio Larini si difende: «Spiegherò tutto al Pm»
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MASSAROSA. «Non vedo l'ora di essere sentito dal magistrato. Sulla vicenda della Baccanella ho la coscienza a posto e carte alla mano posso dimostrare che l'operato del Comune è sempre stato limpido in tutte le sue fasi». L'ex sindaco Fabrizio Larini si dice non sorpreso dell'inchiesta. «Se ne è parlato e sparlato così tanto del caso che mi sono sempre meravigliato del fatto che nessuno mi avesse chiamato per avere informazioni visto che ero il sindaco e anche l'assessore all'urbanistica». Certo è che Larini del caso avrebbe preferito parlare ad indagine in corso e non a fine istruttoria. «La storia la conosco a menadito. Il piano di lottizzazione era lì da decenni, il centrosinistra che poi ha sollevato il polverone, non ha fatto niente per toglierlo di mezzo quando era al governo. Si è limitato a togliere alcune zone B. La Baccanella dunque l'abbiamo ereditata. Il progetto è stato valutato conforme al piano urbanistico vigente e l'iter seguito, lo sottolineo, è stato definito «ineccepibile» da ben due sentenze del Tar. A questo devo aggiungere che il progetto originale è stato da noi ridimensionato nei volumi e nelle quote (più in basso per la viabilità, da 36 a 24 villette ndr) abbiamo chiesto interventi di forte mitigazione ambientale quali la ripiantumazione di olivi. E' noto a tutti poi che dopo i controlli sul cantiere, la richiesta di sanatoria richiesta dalla proprietà non è stata accettata dal sottoscritto. Non mi pare un atteggiamento di qualcuno che voglia favorire qualcosa». Da un sindaco all'altro, l'attuale, Franco Mungai. «Lasciamo lavorare in pace la magistratura. Vorrei però essere chiaro: se la vicenda finirà in un processo, l'amministrazione comunale si costituirà parte civile».
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