Il Tirreno

Versilia

Inceneritore, nuovi dati taroccati

Il termovalorizzatore di Falascaia
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Il termovalorizzatore di Falascaia

Una sentenza: nella primavera 2008 modificati i valori del monossido

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 PIETRASANTA. Per alterare i dati dell'inceneritore di Falascaia non c'era solo l'ormai famoso software. Ovvero, quel sistema che permetteva ai capiturno di alterare i dati di uscita dall'impianto del monossido di carbonio (CO). Quel caso di dati taroccati, lo ricordiamo, che nel 2008 ha scatenato la guerra legale tra Veolia (nuovo gestore) e Termomeccanica (vecchio gestore).  Dalla sentenza, con la quale mesi fa la Corte d'Appello di Genova ha azzerato il consiglio di amministrazione della società che gestisce Falascaia, viene fuori un nuovo taroccamento dei dati. In pratica, nella primavera 2008, sotto la nuova gestione di Vsat (Veolia servizi ambientali Tecnitalia), dentro i computers che controllavano l'emissione di monossido dai camini, viene inserito l'agente "K". I dati del monossido venivano divisi, da quell'aprile del 2008, per dieci. Insomma, l'emissione effettiva di 100 microgrammi si trasformava immediatamente in emissione da 10, tutto più tranquillizzante. In caso contrario, l'impianto non avrebbe potuto funzionare alla luce delle normative vigenti.  Questo fattore "K", inserito nella sentenza di Genova, è figlio di una relazione interna (internal memo, è chiamata), firmata a maggio 2008 dall'ingegner Paolo Rossi: sì proprio come l'eroe del Mundial 1982.  Sul nome di Rossi fa un po' di ironia l'articolo uscito il 26 marzo scorso sul sito del Corriere della Sera.L'articolista sostiene che la relazione è stata fornita ai giudici dalla stessa società, in una forma inedita di autogol. Ma cosa scrive questo ingegner Rossi?. Che dall'aprile 2008, «è stata eliminata la variante software dell'Sme, che permette di introdurre e correggere manualmente i dati di emissione. Chiaramente, non essendo stato risolto il problema alla base, si è rivelato necessario introdurre un nuovo artificio, al fine di poter mantenere l'impianto in funzionamento, consistente nel raccogliere i dati rilevati al camino e trasformarli, in modo continuo tramite l'inserimento del fattore di correzione (K), del valore 0,1». Secondo il Corriere, sarebbe questo documento ad avere portato il tribunale di Genova ad azzerare il Cda, e a nominare amministratore giudiziario il commercialista genovese Andrea Borziani.  Naturalmente, la sentenza è stata appellata e si aspettano gli esiti. Sull'intera vicenda dei dati taroccati e della gestione complessiva dell'impianto ante-aprile 2008, è in corso anche un'inchiesta della Procura della Repubblica di Lucca, condotta dal pubblico ministero dott. Antonio Mariotti.  L'intreccio di cause civile e procedimenti penali è, però, ben più complesso. A Vercelli, capitale del riso, si sta per aprire un processo legato alle vicende di un inceneritore con problematiche simili all'impianto del Pollino e con la stessa gestione. Da segnalare una curiosità finale: uno dei legali di Veolia, nonchè membro del Cda italiano, è Girolamo Abbatescianni, uno dei più famosi avvocati milanesi, nonchè curatore degli interessi di Margherita Agnelli nella celebre causa per l'eredità del padre, Gianni Agnelli, l'Avvocato per antonomasia.

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