Il Tirreno

Versilia

Avviso di garanzia per Larini

Aronne Angelici
Avviso di garanzia per Larini

Un pranzo galeotto, un supertestimone e una lottizzazione abusiva

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 MASSAROSA. Metti un pranzo galeotto, aggiungici una perizia ritenuta sbagliata ad arte e un supertestimone ed ecco che una lottizzazione chiacchierata, come quella della collina della Baccanella alle spalle della scuola di Quiesa, si trasforma da querelle amministrativa-ambientale in una inchiesta penale.  Con un teorema ben preciso: l'ex sindaco Fabrizio Larini avrebbe spinto per la lottizzazione della collina - con la complicità dell'ex dirigente dell'urbanistica Simone Pedonese e l'aiuto del tecnico Nelio Volpi, progettista e consigliere comunale di Forza Italia - per creare un vantaggio illecito alla proprietà di quei terreni (riconducibile per la Procura a familiari del dirigente comunale Guia Amato). Il valore dei terreni, stima della Procura, è passato da circa 150mila euro a 750mila (importo dichiarato dalla Monte Lucente srl che ha acquisito i terreni per farci 24 villette) con un illecito plusvalore.  Un teorema ben preciso quello che già appare evidente al termine delle indagini del pm Garofalo che si è servito della Forestale e delle Guardie provinciali per svolgere l'inchiesta. Adesso la Procura ha notificato la chiusura delle indagini e inviato a Larini, Amato, Pedonese, Volpi gli avvisi di garanzia: per loro tutela possono presentare una memoria o essere ascoltati dal magistrato.  Dopo di che il Pm potrà decidere se archiviare il tutto oppure procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Ci vorrà dunque un po' di tempo per avere un quadro più esatto della situazione. Per ora le indagini ipotizzano il falso e l'abuso d'ufficio per favorire una lottizzazione abusiva.  L'abuso. Perchè abusiva? Perchè il via libera all'operazione Baccanella, dal punto di vista urbanistico, è dipesa tutto dalla relazione tecnica allegata al progetto di Nelio Volpi: ovvero l'affermare che la pendenza della collina stava, nella media, sotto il 35%.  I periti chiamati dalla Procura - il geologo Giorgio Mazzanti e l'architetto Ilaria Tabarrani - hanno invece certificato che la pendenza è ben oltre il 35% con punte del 59%. Un punto cardine dell'inchiesta questo, insomma. Il piano di lottizzazione della Baccanella è vecchissimo, anni Ottanta. Era sempre rimasto sulla carta. Nel 1998 il centrosinistra, al governo con il sindaco Guglielmo Da Prato, stava lavorando alla definizione del piano strutturale, lo scheletro del nuovo piano urbanistico. Nella variante di salvaguardia venne posto il limite del 35% per le costruzioni collinari. Un emendamento generale dell'opposizione, accolto, precisò che, non esistendo la certezza dell'accuratezza della cartografia esistente, si sarebbero comunque accolti gli interventi accompagnati da una perizia che certificasse una pendenza inferiore del 35%. E così, anni 2000, è stato fatto. Anche se per il centrosinistra, ma anche per associazioni ambientaliste del calibro di Italia Nostra, alla Baccanella la pendenza era superiore al 35%.  E su questo si scatenò una battaglia fatta di polemiche sulla stampa ma anche di esposti a vari enti («ma non alla magistratura», tengono a precisare dal centrosinistra per sottolineare la battaglia solo amministrativa e politica) a cominciare dalla Sovrintendenza.  Esposti però naufragati.  Il Tar. Il Tribunale amministrativo regionale, chiamato in causa da alcuni cittadini e da Italia Nostra, sulla questione con due sentenze ha dato ragione al Comune, sentenziando che la procedura adottata dal Comune era «ineccepibile». Anche in questo caso, il nodo cardine era la questione della pendenza, ma le perizie allegate non furono ritenute, evidentemente, sufficientemente esaustive. La Procura è invece arrivata a conclusioni ben diverse. C'è da rilevare, sulla procedura generale, che il Comune non ha mai messo in discussione la perizia allegata dai privati visto che era firmata da un tecnico abilitato. Procedura di asseveramento che del resto si applica in numerosi altri casi di interventi edilizi o di urbanistica.  Il supertestimone e il pranzo galeotto. Le perizie ordinate della Procura non fanno però reato penale. Bisognerebbe dimostrare che il tecnico della proprietà ha commesso un dolo invece che un errore nel valutare la pendenza. E invece, per la Procura, dietro c'è un disegno criminoso che emerge dopo aver sentito la testimonianza del dirigente urbanistico Giorgio Campagnucci, chiamato da Larini all'incarico nel 2000 e poi non confermato nel 2004. Tra le polemiche e le recriminazioni.  Campagnucci avrebbe riferito di un singolare pranzo. Il sindaco Larini lo avrebbe invitato a mangiare un boccone al ristorante La Chandelle, vicino al Comune, cucina rinomata anche dalle guide di settore. Il ristorante era chiuso, ma non per il sindaco.  E in sala, ad un tavolino, Campagnucci avrebbe trovato la dirigente Guia Amato e il tecnico Nelio Volpi. Argomento: dare una accelerata al piano di lottizzazione della Baccanella. "Ma c'è il problema della pendenza", avrebbe sostenuto Campagnucci. "Non ti preoccupare il problema lo risolve Volpi", gli sarebbe stato detto in sostanza. Ma il dirigente dell'urbanistica non accelera più di tanto anche se, testimonia ancora, avrebbe ricevuto altre pressioni in seguito. Comunque nel 2004 il suo contratto non viene confermato, arriva il dirigente Simone Pedonese.  Nel frattempo la pratica ha fatto passaggi in commissione urbanistica per poi approdare anche in consiglio comunale per sua definizione, tra le proteste della minoranza.  Il cantiere. Poco dopo l'apertura del cantiere sulla collina, altre polemiche. Specie quando, dopo una pioggia torrenziale, il fango arriva fin sulla Sarzanese. Partono altri esposti, con la fine già descritta: respinti dal Tar.  Il cantiere però si blocca, ed ancor oggi è bloccato. Realizzato infatti il gigantesco sbancamento e alzati i muri di contenimento, il Comune invia i vigili urbani per un controllo. Ed emerge che è stato commesso un errore sulle altezze, ci sono difformità. La proprietà presenta una domanda di sanatoria. Che il sindaco Fabrizio Larini e il dirigente Simone Pedonese non accettano.  

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