Il dolore
Rischio paralisi per il marmo
Simone Tonini
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Agitazioni in arrivo nel settore lapideo Sindacati pronti allo sciopero per avere 50 euro in più per i lavoratori
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SERAVEZZA.I 52 euro della discordia potrebbero bloccare il settore lapideo. E'questa la cifra che divide sindacati e aziende sull'aumento di stipendio per i lavoratori. E così, se il divario non dovesse colmarsi, si potrebbe arrivare a uno sciopero di categoria in Toscana e nella provincia di Massa-Carrara. Gli incontri chiave sono previsti per la prossima settimana a Roma. I lavoratori del settore lapideo della della Provincia di Lucca si riuniti lo scorso 20 maggio in assemblea territoriale a Pietrasanta per la discussione sullo stato della trattativa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale del lapideo, esprimendo una serie di proposte e considerazioni. «Il prossimo lunedì - spiega il segretario provinciale di Fillea- Cgil, Leonardo Quadrelli - saremo a Roma ad incontrare Confindustria Marmo per avanzare le nostre argomentazioni sul rinnovo del contratto. Riteniamo importante e positivo essere riusciti, in tempi brevi, a trovare un'ipotesi d'accordo sulla parte normativa ma l'aumento salariale era e rimane per noi una priorità irrinunciabile. L'Ocse - ricorda ancora Quadrelli - conferma che in Italia abbiamo i salari tra i più bassi d'Europa, mentre si registrano aumento dei beni al consumo, in particolare assicurazioni e carburanti per auto: dunque l'offerta di aumento proposta dai datori di lavoro è del tutto insufficiente». Quadrelli chiarisce quale sia il divario. «La differenza che separa la nostra richiesta in piattaforma (152 euro come categoria C) e l'offerta sul tavolo di Confindustria Marmo (102 euro) è di 50 euro. Crediamo che questa differenza possa essere colmabile, anche concentrando tutti i costi contrattuali ancora sul tavolo sula salario vivo, ossi la paga base». Per una differenza del genere non dovrebbe servire il muro contro muro ma il sindacato non si tira indietro. «Il nostro obiettivo per lunedì è di chiudere al più presto il contratto nazionale senza sciopero - conferma la Fillea- CGIL - riteniamo scellerato che per poche decine di euro di aumento, da spalmarsi in tre anni, si preferisca non trattare e rimanere rigidi sulla proposta datoriale nettamente insufficiente, costringerci di conseguenza a fare iniziative di lotta». Qualora infatti, da parte dei datori di lavoro, non venga presa in considerazione la proposta dei lavoratori e dei sindacati, «siamo pronti alla lotta, insieme ai lavoratori di MassaCarrara. Teniamo a precisare che consapevoli della forza contrattuale che abbiamo nell'essere uniti». Proprio per questo, la Fillea- Cgil della Provincia di Lucca invita, prima di lunedì, «ogni datore di lavoro ad adoperarsi nelle sedi opportune per tentare di risolvere la questione, al fine di evitare le nostre conseguenti iniziative, necessarie a salvaguardare il salario dei lavoratori».
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