Gioco
Giallo sul contratto con la Vodafone La firma è falsificata
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Il municipio di Pietrasanta 2 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Una firma di troppo (o meglio sembrerebbe una firma falsa) e la nuova amministrazione comunale di centrosinistra si trova costretta a presentare denuncia-querela contro ignoti per un contratto per servizi telefonici che nessuno riconosce come legittimo. Una vicenda, ancora con molti lati oscuri da chiarire, che ha come protagonista involontario ma soprattutto incolpevole, l'ex sindaco Massimo Mallegni. I fatti. Nel 2001 il Comune aveva sottoscritto un accordo di servizi con una nota compagnia telefonica, la Vodafone. «Per un contratto a nostro modo di vedere particolarmente vantaggioso per l'ente - spiega Mallegni nel ricostruire la vicenda - avevamo però, sempre nel contesto del contratto, detto no ad un ulteriore pacchetto di offerte, perché ritenuto particolarmente oneroso. Tutto bene fino a quando da Vodafone ci è arrivata richiesta di pagamento per quei servizi supplementari, da noi, appunto, non richiesti. Ma l'azienda inglese i chiedeva i soldi in forza di un documento recante la firma, a loro dire, del sottoscritto. In realtà, quella apposta sul contratto contestato, non era affatto la mia firma». Nasce, quindi, un contenzioso con tanto di decreto ingiuntivo, a cui il Comune si oppone, emesso a favore di Vodafone Omnitel per il pagamento di credito, interessi e spese legali derivanti da fattura emessa dalla stessa ditta. «Nei mesi scorsi - continua Mallegni - mi sono recato al Tribunale di Milano, dove è stata disposta perizia grafo-tecnica d'ufficio, al fine di verificare l'autenticità delle sottoscrizioni. In sostanza mi hanno fatto ripetere la mia firma per non so quante volte. Con il perito che, alla fine, non ha potuto che darmi ragione. Qualcuno aveva contraffatto quella sottoscrizione, utilizzando il mio nome». Da qui la delibera della neo giunta Lombardi, con tanto di querela contro ignoti, «per tutelare in sede penale l'ente quale soggetto giuridico dal quale è derivato danno per l'uso del documento contraffatto» - si legge nel testo della stessa delibera. «Una mia idea, su cosa c'è dietro a tutta questa vicenda, ovviamente, ce l'ho. Qualcuno ha voluto mettermi di mezzo e quel qualcuno ne risponderà in tutte le sedi, perché mi costituirò parte civile. Non voglio anticipare le conclusioni dell'inchiesta - rilancia Mallegni - ma sono certo che a breve verrà fuori il nome del responsabile della contraffazione. Di certo siamo di fronte ad un atto, che ha messo in difficoltà il nostro Comune. Bene ha fatto il sindaco Domenico Lombardi a presentare querela contro ignoti. Saranno poi le indagini e le successive perizie a chiarire, definitivamente, le responsabilità in questa vicenda». E se ne vedranno delle belle.
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