Il Tirreno

Versilia

I familiari delle vittime tornano da Roma con qualche speranza ma pochissime certezze sui risarcimenti

Strage, tante promesse ma niente soldi

Donatella Francesconi
<b>FAMILIARI. </b>Un presidio dei parenti delle vittime della strage
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FAMILIARI. Un presidio dei parenti delle vittime della strage

Fini e Schifani assicurano: «Interverremo per accelerare i tempi»

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 VIAREGGIO. «Siamo qui perché tutti noi vogliamo verità e giustizia per Viareggio. Ed un processo vero per capire chi sono i responsabili di quanto accaduto il 29 giugno: lutti e distruzioni che hanno travolto le nostre vite e quelle dei nostri cari».  Daniela Rombi parla da presidente (dell'associazone "Il mondo che vorrei") ma soprattutto da madre. E lo fa davanti alle massime cariche di Camera e Senato, seduta ai tavoli e ai salotti di quei palazzi del potere che devono ascoltare ed imprimersi bene in mente il racconto di quella maledetta notte. E dei giorni successivi, quelli della vita che riprende ma non sarà mai più la stessa.  Fuori, davanti alla Camera, le foto dei morti e gli striscioni di Viareggio che non dimentica. Dentro, il presidente Gianfranco Fini. Sul cui tavolo viene posta la pila di fogli che ha viaggiato in pullman dalle cinque del mattino con la delegazione. Sono seimila firme, raccolte in calce alla richiesta delle dimissioni di Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato. Fini si rivolge a Daniele Rombi e pone la domanda delle domande: «Fino ad oggi, dallo Stato, i familiari delle vittime del disastro ferroviario quanto hanno avuto?».  Qualche secondo di silenzio pesante e poi la risposta, secca come un colpo di fucile: «Niente». Impossibile restare impassibili: «C'è un problema morale - è la presa di posizione del presidente della Camera - mi impegno a scrivere al presidente del consiglio e al ministro dell'economia».  Un impegno che, nel pomeriggio, si è preso anche Renato Schifani, presidente del Senato. Che alla delegazione di comitati e associazioni annuncia: «Coinvolgerò anche il ministro Matteoli che sicuramente ci darà una mano». A fare cosa è presto detto: a convincere il governo che per parenti dei morti, feriti gravi e gravissimi, un pezzo di città ancora da ricostruire servono 20 milioni. Una cifra per la quale, al momento, non c'è copertura.  Oltre alle massime cariche dello Stato, hanno incontrato familiari delle vittime e rappresentanti dei comitati di via Ponchielli, anche i deputati dell'Udc (coinvolti dall'onorevole Nedo Poli) e del Partito democratico. Proprio in occasione del tempo trascorso con Dario Franceschini, Raffaella Mariani, Massimo Vannucci, Andrea Lulli, Rolando Nannicini, Michele Ventura, Grazia Gatti, Maino Marchi, la senatrice Manuela Granaiola è tornata alla carica sulla questione del rinnovo dell'incarico a Mauro Moretti. Ricordando «la richiesta che abbiamo inviato al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e firmata da tutti i sindaci ed i parlamentari della Versilia e dal presidente della Provincia, Baccelli, affinché il nostro partito si spenda nel senso indicato da Viareggio». Per dare seguito alla richiesta sottoscritta, Granaiola si è impegnata a consegnare pesonalmente le firme ai ministri Tremonti e Matteoli. Ancora sulla questione Moretti si è espresso il parlamentare dell'Italia dei valori, Fabio Evangelisti che ha parlato di "caduta di stile" nelle parole dell'amministratore delegato di Fs, all'indomani del disastro.  Disastro per il quale, rischia di non esserci un soldo in più dei 5 milioni di euro della proposta di legge dell'onorevole Deborah Bergamini che ha poi accettato di unire il proprio testo a quello degli altri colleghi, dando vita al testo unitario e alla previsione di venti milioni di euro. Comprensivi dei dieci che mancano alla ricostruzione.  «Ma il Comune di Viareggio - è la domanda che su questo aspetto pone il senatore del Pdl, Massimo Baldini - ha pensato di chiedere alle assicurazioni di Fs la somma necessaria al recupero dei danni che la città ha subito, al di là dello specifico di via Ponchielli?». E' uno dei tanti quesiti rimasti in sospeso nella giornata. Che riporta a Viareggio il pullman con gli striscioni e le foto giganti delle vittime, colte nei momenti più belli da ricordare: quelli per cui vale, a distanza di un anno, viaggiare, faticare, emozionarsi, masticare amaro, infuriarsi. Come fa Daniela Rombi che annuncia: «Noi non ci fermiamo qui».

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