Il Tirreno

Versilia

Preso Francois, nuovo boss della droga

Enrico Messina
Michele Chierchia
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Michele Chierchia

Michele Chierchia viveva a Fiumicino ma bazzicava la Versilia

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 VIAREGGIO. Il boss di Torre Annunziata Michele Chierchia, detto "Francois" (soprannome ereditato dal nonno), è stato arrestato mercoledì dalla sezione narcotici della Questura di Lucca, in collaborazione con le mobili di Firenze e Roma.  Chierchia, 58enne, protagonista nel traffico di droga, si nascondeva in una villetta di Focene, a tre chilometri dal vicino l'areoporto di Fiumicino.  Il boss non si aspettava di essere stato localizzato: è stato trovato senza armi. E si è addirittura complimentato con gli uomini che gli hanno messo le manette i polsi per averlo trovato.  A permettere la sua localizzazione le informazioni raccolte nel corso di indagini realizzate in Versilia, finalizzate proprio a ricostruire i probabili movimenti del boss nella nostra zona.  Le operazioni di individuazione del boss sono iniziate a fine aprile e hanno subito un'accellerata nel fine settimana. Un intenso lavoro fatto di pedinamenti, appostamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche. Alla fine si è avuta la certezza che Chierchia abitasse in una villetta anonima posizionata in una strada secondaria di Focene.  Alle 13 di mercoledì, dopo aver circondato l'intero isolato, gli uomini della Mobile hanno fatto scattare il blitz. Chierchia ha provato la fuga attraverso un'uscita secondaria, che era stata già bloccata, ma i poliziotti l'hanno fermato prima che raggiungesse la porta. Al boss non è restato, dunque, che rassegnarsi alla cattura.  Poi, in perfetto stile camorristico, si è complimentato con gli uomini che lo avevano arrestato.  Il legame tra Cherchia e la Versilia è consolidato. Il boss campano era uno dei destinatari degli ordini di cattura emessi nell'ambito dell'operazione "Intercity", che aveva portato all'arresto di 15 persone fra la Versilia e la Campania.  "Francois" era riuscito a sfuggire, ma non i suoi figli, accusati, insieme al padre, condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi, di far arrivare in Versilia ingenti quantitativi di cocaina.  Secondo l'accusa, i corrieri che portavano la droga utilizzavano treni notturni per spostarsi dalla Campania in Toscana, da cui il nome dell'operazione.  Ulteriori ordini di cattura nei confronti di Michele Cherchia erano stati emessi nel novembre del 2008 e nel luglio del 2009, rispettivamente dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e da quella di Cagliari, per il reato di associazione per delinquere di stampo camorristico finalizzata alla commissione di omicidi, estorsioni e traffico di stupefacenti. Entrambe le operazioni hanno sferrato un duro colpo ai clan locali (il clan Gionta di Torre Annunziata e il clan sardo dei De Crescenzo) e agli alleati che, secondo quanto riportato dalle forze dell'ordine, co-gestivano i traffici illegali. Michele Cherchia e il fratello Giuseppe, ritenuti i capi della famiglia camorristica, sarebbero fra questi.

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