Sicurezza
In Tribunale. Luigi Ceserani è accusato di abuso edilizio e ambientale
Camping, in 22 contro il titolare
Luca Cinotti
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INGRESSO. Il Versilia mare su via Trieste a Lido Parte il processo per il Versilia Mare: ok alla costituzione delle parti civili
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LIDO. In ventidue contro il titolare del loro (ex) campeggio. Il processo per abusi edilizi e ambientali nei confronti di Luigi Ceserani, titolare del Versilia Mare di via Trieste a Lido di Camaiore, ha vissuto il suo primo atto con una costituzione massiccia di parti civili. Si tratta di ben ventidue persone (molte originarie di Prato e Pistoia), difese dagli avvocati Massimo Magli, Micaela Muttini e Silvia Pesciolini che avevano realizzato alcuni dei 118 bungalow sequestrati nel maggio di due anni fa. Secondo la Procura, infatti, quelle strutture sarebbero state realizzate senza avere alcun permesso. Il che - ragionano i difensori delle parti civili - si sarebbe tradotto in una serie di danni per i propri assistiti. «Queste persone - spiega l'avvocato Magli - non hanno solo speso soldi per realizzare i bungalow, ma anche per migliorarli e poi, dopo il sequestro, per rimuoverli. Inoltre avevano già pagato parte dell'affitto per il 2008 che poi, ovviamente, non hanno potuto sfruttare». La decisione di costituirsi parte civile (che ha avuto l'ok da parte del giudice monocratico Gerardo Boragine) arriva dopo che sono andate a vuoto le trattative con Ceserani per ottenere un maxirisarcimento: 37 famiglie, anche attraverso l'unione nazionale dei consumatori di Pistoia, avevano infatti chiesto di avere un milione e 550mila euro. Il giudice ha esaminato anche alcune questioni preliminari poste da Stefano Dal Corso, avvocato difensore di Ceserani. In particolare, ha rigettato la richiesta di annullare la citazione a giudizio per l'indeterminatezza del capo di imputazione. Alla stessa maniera, non ha ritenuto da accogliere l'osservazione secondo la quale le parti civili erano state danneggiate non dal comportamento di Ceserani, ma dal sequestro. Il dottor Boragine si è riservato di decidere su altre due questioni. La prima riguarda i sopralluoghi effettuati dall'ispettore della polizia municipale Claudio Barsuglia che - secondo Dal Corso - furono vera e propria attività di polizia giudiziaria svolta senza avvisare il difensore di Ceserani. La seconda, invece, mira a ottenere il proscioglimento di Ceserani per quanto riguarda il reato ambientale, visto che i bungalow e le roulotte sono state rimosse, e i luoghi portati alla situazione originaria. Una richiesta, quest'ultima, alla quale si sono opposti pm e patroni di parte civile. In particolare, secondo l'avvocato Pesciolini, la zona nella quale ricade il parcheggio, è sottoposta a una particolare tutela in quanto vicina alla linea di costa e, di conseguenza, il reato non può essere estinto con il ripristino dei luoghi. Il processo è stato aggiornato al prossimo nove luglio: sarà ascoltato, come teste di accusa, Claudio Barsuglia, insieme ad alcune delle parti civili costituite.
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