Sicurezza
Strage, a breve nuovi indagati
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A FIRENZE. Il presidio, ieri mattina, davanti alla Procura generale L'annuncio nell'incontro con il Procuratore di Firenze
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VIAREGGIO. «I nomi degli indagati? Non li ricordo: sono tutti stranieri». Il Procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, torna ad incontrare i familiari delle vittime della strage del 29 giugno scorso. E annuncia: «A breve ci saranno altri nomi». Un'ora di faccia a faccia, rimasto nella dimensione privata. Il Procuratore, infatti, non ha voluto incontrare i giornalisti neppure per le foto di rito. Ed ha rimproverato i rappresentanti dell'associazione "Il mondo che vorrei" per aver organizzato il presidio in via Cavour (autorizzato dalla Questura di Firenze): la visibilità della protesta, nell'opinione di Deidda, attira l'attenzione dei giornalisti. Il racconto dell'appuntamento, dunque, è tutto nelle parole di Daniela Rombi, madre di Emanuela Menichetti, uccisa dal fuoco a soli 21 anni, di Alessandra Biancalana, compagna di Antonio Farnocchia e madre della loro bambina, accompagnate dall'avvocato Filippo Antonini. «Il Procuratore Deidda - racconta Rombi - ha sostanzialmente spiegato perché non si è ritenuto di indagare i vertici delle aziende che hanno un ruolo nella vicenda a cominciare dalla Ferrovie». Deidda ha spiegato «di non condividere le scelte di altre Procure italiane di procedere a carico degli amministratori delegati delle imprese oggetto di indagini». Quando si tratta di «infortunistica», questo il tema utilizzato dal Procuratore, le indagini devono mirare a «individuare le responsabilità di quello specifico fatto». Una tesi che Beniamino Deidda aveva già sostenuto nell'incontro avuto a gennaio, in Comune, con i familiari delle vittime ed i residenti in via Ponchielli. «Altrimenti, ci ha detto il Procuratore - continua Daniela Rombi - avrebbe dovuto indagare anche tutti i sindaci di Viareggio che, negli anni, hanno permesso di costruire a ridosso dei binari». Le indagini «vanno avanti», ha assicurato Deidda. E presto arriveranno «altri nomi». «Nomi che, ci sembra di aver capito - continuano i protagonisti del faccia a faccia - dovrebbero essere più di sostanza». Tutti a Roma. Intanto, la protesta di Viareggio non si arrende. Questa mattina una delegazione di familiari e rappresentanti dell'Assemblea 29 giugno sarà a Roma, in piazza della Croce Rossa davanti alla sede delle Ferrovie. Dove l'assemblea dei soci è chiamata rinnovare l'incarico all'amministratore delegato Mauro Moretti. Per le cui dimissioni sono state raccolte migliaia di firme nei mesi successivi al disastro ferroviario del 29 giugno. «Porteremo lo striscione e le foto dei nostri morti», annuncia Daniela Rombi, decisa a tutto nel ricordo di Emanuela «che non ha avuto il diritto di vedere cosa sarebbe diventata la propria vita». Domani, invece, comitati, associazioni e Assemblea 29 giugno incontreranno il presidente della Camera, Gianfranco Fini, i parlamentari promotori della proposta di legge per Viareggio, il presidente del Senato, Renato Schifani. Da Viareggio parte un pullman da 53 posti alle 5,30 dal parcheggio del supermercato Pam. Per aderire alle due iniziative: 3336295227.
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