Sicurezza
Niente soldi, a rischio la materna Pascoli
Il Governo non dà 300mila euro. Il Comune: non chiuderà
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MASSAROSA. A rischio ci sono 111 bambini e le loro insegnanti. Perché i segnali che arrivano da Roma sono chiari: il governo non darà un euro dei 300mila che Massarosa attendeva. La scuola materna Pascoli, statalizzata da pochi mesi, rimane vittima della riforma Gelmini. Ma il Comune rassicura: «Anche a costo di spremere il bilancio comunale l'asilo non chiuderà». E' di qualche mese fa l'operazione che portò la scuola di via del Bertacchino 164 dalle mani comunali (da decenni la struttura era gestita dalla suore zitine) in quelle dello stato. «Provincia e Regione - hanno spiegato il sindaco Franco Mungai e l'assessore alla pubblica istruzione Riccardo Rolle - avevano dato l'ok ufficiale. L'assurdo è che la struttura è stata statalizzata, ma non l'insegnamento visto che non ci daranno, a quanto pare, i fondi necessari per gli stipendi delle insegnanti». Si parla di circa 300mila euro. Per garantire un anno scolastico ai 70 bambini che hanno confermato per il prossimo anno la loro presenza, e ai 41 nuovi iscritti (tra cui tre bambini con handicap) e per gli altri 10 che restano in lista d'attesa. «Avevamo già affidato la scuola materna ad una cooperativa che aveva assorbito le maestre - spiega Mungai - ma ora ci troviamo con 300mila euro in meno per farla funzionare». «A nulla sono valsi gli appelli al ministero, a nulla le interrogazioni in Senato. Ora prepareremo - dice Elio Lucania, capogruppo Pd - un ordine del giorno per mandare un segnale preciso da Massarosa al Governo. Ci auguriamo sia appoggiato da tutte le forze presenti in consiglio». L'ultima speranza resta la Regione. Che già lo scorso anno bilanciò i tagli ministeriali con propri stanziamenti. Se però lo scorso anno furono 800 i bambini interessati, quest'anno si parla di circa 2.200 alunni. Ed i fondi regionali non sono certo infiniti. Lo stesso sindaco rassicura che, comunque, la materna di Massarosa resterà aperta. «Se proprio non ci sarà altra soluzione - dice - attingeremo dai fondi comunali, taglieremo su qualche capitolo. La scuola e la formazione dei ragazzi restano per noi una priorità». Dove tagliare per ora non è chiaro. Forse potrebbero essere utilizzati i fondi risparmiati per il riscaldamento della piscina comunale; ma Sermas dovrà fare in fretta a realizzare l'impianto fotovoltaico. «Non sarà il servizio che avevamo immaginato con la statalizzazione - dice Rolle - ma la scuola rimarrà aperta». Si dice esterrefatta e incredula la dirigente del Massarosa1, Primetta Bertolozzi. «È un'anomalia assurda. Noi, comunque, siamo pronti a prevedere un nuovo progetto didattico - dice Bertolozzi - anche se andando incontro a mille difficoltà e stringendo i denti». M.P.
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