Gli organizzatori della Granfondo replicano alle polemiche
«Le categorie e la città ci dicano se dobbiamo andarcene o no»
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Una immagine della Granfondo 4 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Davvero portare 4000 persone in città, in un weekend piovigginoso di bassa stagione, è una operazione di "cattivo" turismo se non addirittura un disagio insostenibile per la città? Lo chiedo, a voce alta, ad albergatori, commercianti, le categorie economiche insomma; lo chiedo anche ai nostri amministratori, dal Comune alla Fondazione Carnevale. Lo chiedo, non certo ultimi, ai cittadini». Pierluigi Del Pistoia è il patron della Granfondo della Versilia che domenica è andata in onda sulle strade di Viareggio, Camaiore, Massarosa e della Lucchesia. Duemilaottocento iscritti alla partenza, al mattino, da Piazza Mazzini, arrivo (anzi arrivi, i percorsi sono di diversa lunghezza) tra le 13 e le 15, salvo ritardatari davanti al Principe di Piemonte. Punto di smistamento e di accoglienza nell'immediato dopo gara il Balena 2000. E poi pioggia di polemiche, vero Del Pistoia? «Certo, quelle che fanno male e ti spingono appunto a chiedere lumi alla città intera. Con alcuni (credo pochi, ma attendo appunto una risposta) commercianti che si lamentano delle strade chiuse e dei pochi affari. Con l'episodio spiacevole di un ciclista che nel dopo corsa, ignorando i cartelli da noi apposti che indicavano la pista ciclabile come percorso per arrivare al Balena e ignorando anche le segnalazioni degli speaker, ha investito in Passeggiata una bambina per fortuna senza conseguenze. Nulla a che fare però con la corsa vera e propria che si è svolta senza incidenti alcuno». Centro congressi, polemica. Ma torniamo alla questione centrale, al difficile rapporto tra questo tipo di manifestazioni sportive e la città: le stesse polemiche erano divampate recentemente per la cronometro a squadre della Michele Bartoli e negli anni scorsi anche per le gare di Triathlon. Cosa non va, Del Pistoia? «A mio avviso, non c'è alcuna incompatibilità. Anzi. Una terra che propone turisticamente l'ambiente (mare, colline, montagna) non può ignorare lo sport. Specie quello su due ruote. Tra l'altro tanti non hanno compreso che la stragrande maggioranza dei corridori in gara sono veramente amatori: tanti professionisti, impiegati, ma anche dirigenti. La gara è una scusa anche per muoversi con la famiglia facendo sport. E questo a nostro avviso è un turismo qualificato. Certamente, è vero, non la pensa così il presidente del Centro Congressi, Manuela Clerici, che nel luglio 2009 ci ha detto che la nostra manifestazione non era in linea con le scelte di marketing e gestionali del Centro congressi...». Strade chiuse. Passeggiata isolata per colpa della corsa, Del Pistoia. «Macchè. La partenza è stata quest'anno da Piazza Mazzini ma proprio per non creare problemi al traffico l'arrivo è stato posto davanti al Principe di Piemonte: in sostanza il traffico sul lungomare dove ci sono i negozi dalle 10 era già libero». Ma le transenne su via Buonarroti sono rimaste fino alle 16... «Un disguido, non per colpa nostra. Probabilmente i vigili - il loro servizio anche quest'anno è stato ineccepibile e li ringrazio pubblicamente - non sono stati aggiornati sullo spostamento dell'arrivo che tra l'altro per noi ha avuto costi altissimi: tutto doppio. E' chiaro però che la polemica sollevata da un gestore di un bar sulle strade chiuse è palesemente infondata». Fondazione Carnevale. «E poi la Fondazione Carnevale...». Scusi del Pistoia che c'entra il Carnevale? «C'entra, in qualche modo. Quest'anno la Granfondo si è disputata a maggio e non ad aprile perchè abbiamo cercato di sfruttare anche il passaggio del Giro d'Italia come trampolino di promozione turistica e soprattutto, da viareggini, per trovare un modo per rendere omaggio alle vittime della strage. Di qui il traguardo volante in piazza Mazzini vinto dal nostro Petacchi, una raccolta fondi per borse di studio. Ed eccoci al Carnevale: non siamo riusciti ad avere mascheroni da collocare al traguardo volante per ricordare a tutti i telespettatori che Viareggio è la città del Carnevale. Questa sì, una occasione persa». Cattivo turismo. «Abbiamo portato 4000 persone in città in weekend uggioso, tanti ospiti di alberghi. E' un danno? Non è una domanda retorica: a questo punto vogliamo delle risposte certe. Non si va in Paradiso a dispetto dei santi: se il nostro lavoro qui non è gradito, ce ne andremo altrove».
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